Storia di Massimo Tallone
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Massimo Tallone

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L'amaro dell'immortalità. Le metamorfosi del Cardo
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Ma allora il mondo va davvero alla rovescia, se il Cardo s’innamora, se cerca lavoro, se qualcuno ritiene che lui sia figlio di un conte, se un amaro fa campare duecento anni. E la causa di tutto è un amore assoluto, sconvolgente, mai provato prima. Troppo, per il Cardo, che è costretto a tenere celato il suo sentimento e soprattutto ben nascosto l’oggetto della sua passione. Ma una simile metamorfosi è sospetta, per Angela, che forse è anche un po’ gelosa. Intanto il lavoro chiama e il Cardo corre a Monforte, su invito del Rombo, un nuovo amico della bocciofila. Deve dipingere un trompe l’oeil in una villa circondata dai vigneti. Da quel momento si rincorrono i malintesi, si equivoca tra la vita e la morte, si confrontano uomini e animali, il presente si fonde con il passato e da Monforte si sale a Bairo, nel Canavese, dove un misterioso elisir prende il posto del nebbiolo... E ancora una volta il Cardo si trova nei pasticci, fra chi vuole bruciarlo e chi prova ad annegarlo per strappargli un segreto che lui stesso ignora... Basterà il suo nuovo amore a salvarlo?
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Doppio inganno al Valentino. Un intrigo tra Venezia e Torino
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Siamo alle solite, il Cardo non riesce proprio a starsene lontano dai guai. Colpa della sua lingua lunga e del suo menefreghismo. Del resto lui è il ‘modello base’, quello senza optional. Così, dovrà essere ancora una volta Ribò a tirarlo fuori da un intrigo che nasce fra le calli di Venezia e si sviluppa in un esclusivo circolo di canottaggio, al Parco del Valentino di Torino, con colpi di scena a ripetizione narrati in prima persona dal Cardo stesso, sulfureo, sgangherato e irriverente come sempre. Ed eccolo subito sott’acqua, mezzo annegato, e poi costretto a diventare uno schiavo muto con un collare antipulci al collo, e di nuovo catturato, picchiato dal Golem, per finire poi in un pozzo, nelle segrete di un castello… E tutto per colpa di un innocuo quadro. Mille rogne, insomma, ma anche mille risate, perché il Cardo, ormai lo conoscete, no?, butta tutto in burla.
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bc
Il cadavere volubile
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Il Cardo è sempre lui: torna nella sua stamberga di Stupinigi in piena notte, ubriaco, e trova un morto sul pallet. Già, perché quando non va a cercarseli sono i guai a trovare il più sgangherato e sboccato perdigiorno del pianeta. Ma con un morto in casa c’è poco da scherzare, e se poi il morto sparisce di colpo per riapparire poco dopo, altrove, allora la faccenda comincia a prendere contorni inquietanti. E allora è necessario chiedere aiuto a Ribò, l’amico ex poliziotto. Ma sarà dura anche per lui, in questa storia capovolta, dove i morti si comportano da vivi, i sani cercano la miglior cura per le emorroidi da tre medici diversi e un morto stecchito dice la sua con una voce che fa gelare il sangue. Ma la girandola di situazioni grottesche, gaie e dissolute non finisce qui, perché quando c’è di mezzo il Cardo, si sa, tutto può succedere, e infatti, come se non bastasse, qualcuno se la prende anche con Angela… E poi tutto precipita, il Cardo si traveste da spaventapasseri e trova il morto in un frigo, poi ride e piange e noi con lui, trascinati dalla sua linguaccia di zolfo.
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Il Cardo e la cura del sole
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Il Cardo che scappa da tutto e da tutti è davvero uno spasso. Una strana malattia della pelle lo costringe dapprima a nascondersi e a rendersi invisibile, e poi a rifugiarsi a Sestri Levante per la cura del sole. Deve guarire al più presto,se vuole ottenere di nuovo i favori di Angela. Ma non è una buona idea smaltire una sbornia in spiaggia, di notte, infilandosi sotto una barca rovesciata, perché al mattino può accadere di risvegliarsi e scoprire di non essere soli... Da quel momento, tutto il mondo sembra dare la caccia al Cardo, che fugge ancora, ricercato per omicidio,braccato e soprattutto riconoscibile per la sua deformità. Ancora una volta, sarà Ribò a correre in suo aiuto, tra Sestri e Montemarcello, ma la faccenda è seria, perché i morti spesso sono più pericolosi dei vivi... E allora il Cardo dovrà cambiare faccia e abiti, ma l’appuntamento con il destino e con chi lo vuole morto è soltanto rimandato. Così, tra Torino e il Levante ligure, il Cardo compie l’ultimo terribile viaggio con chi ha deciso di fare piazza pulita e di lavare l’orrore del mondo con un fiume di lacrime.
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Piombo a Stupinigi. Ribò ed i guai del Cardo
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Nuovi guai per il Cardo, guai seri. E per sfangarsela non gli basterà correre nudo in un parcheggio, nascondersi in un cassonetto dell'immondizia, o menare fendenti con una padella. Dovrà chiedere aiuto a Ribò. Perché c'è qualcuno che ce l'ha davvero con lui. Ma chi? E perché? Questa nuova esilarante avventura di Ribò ci rapisce fin dalla prima riga in un vortice di situazioni al cui flusso non è più possibile sottrarsi, complici un ritmo indiavolato e soprattutto - la sintassi del Cardo, che narra in prima persona, e sotto la cui linguaccia sgangherata l'autore sospinge il suo pirotecnico e sulfureo stile.
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Veleni al Lingotto
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Quale segreto ha portato con sé la devota signora Manassero, morta improvvisamente durante la messa del mattino? Un segreto a cui non crede nessuno, nemmeno Ribò, che ride delle fantasie di quella grassa benefattrice, confidente della vittima. Ma una pistola sotto il naso può far cambiare opinione in fretta...Inizia così, dal quartiere operaio del Lingotto, a Torino, una vicenda nera che squassa una intera famiglia e che si dilata in mondi distanti fra loro, tenuti insieme da una scia di sangue e di orrore.Ce la farà Ribò a far luce sul mistero della signora Manassero? Gli basterà l'aiuto del Cardo, irriverente e sgangherato come sempre?
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