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LeAli

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Blurb

Bianca e Adriano si detestano da sempre, lei ha dato spettacolo al suo matrimonio e lui non l'ha estromessa dalla propria vita solo per amore di MaVi, sua moglie.Tuttavia, quando il destino li mette a dura prova, solo Bianca, abituata a imporre a se stessa sforzi inauditi, sarà in grado di tenere a galla entrambi.A complicare una situazione di per sé insostenibile, si aggiungono una promessa difficile da mantenere e un patto blindato, una terra di nessuno dove all'apparenza sentimenti e passione non dovrebbero esistere.

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Capitolo 1
Capitolo 1 Giugno 1990 L’erba era così alta che le due bambine sdraiate in mezzo al prato non si vedevano. Da lontano, si scorgeva un vuoto nel manto verde, ma non si poteva indovinare che in quel punto, sotto il sole cocente, erano sdraiate MaVi e Bianca. Eppure, erano proprio lì, mano nella mano, a progettare il futuro. Quello era stato l’ultimo giorno della scuola elementare e le due bambine ancora non sapevano se sarebbero state nella stessa classe anche alle medie. Ci speravano, ma in fondo non importava molto, visto che separarle sarebbe stato impossibile. Bianca aveva un anno in più, era stata bocciata perché l’anno prima aveva fatto troppe assenze. Studiava danza classica e sembrava destinata a una brillante carriera, per questo sua madre l’aveva portata in giro per provini e corsi speciali che le avevano fatto perdere molti (troppi) giorni di scuola. «All’inizio dell’anno avevamo deciso di odiarti» le disse MaVi, tenendole la mano. «Non c’è bisogno che me lo ripeti così spesso» protestò Bianca. «Ero decisa a renderti la vita un inferno. Insieme a tutti gli altri.» «Che stronzi!» MaVi ignorò il commento. «Ma poi... boh, non ce l’ho fatta. Non che tu non fossi antipatica, con tutte quelle arie...» «Stai a vedere che è colpa mia!» «Be’, un po’ sì. Cammini come una papera, hai l’aria da so tutto io... che poi sei stata bocciata. Sì, fai l’odiosa, Bianca. Ma con me non attacca.» Bianca sospirò. Ci aveva provato in tutti i modi a farsi odiare. Aveva una tale rabbia in corpo, che prendersela con quei nanerottoli più piccoli di un anno sarebbe stato facile e comodo. Non era colpa loro se una madre ambiziosa l’aveva trascinata un mese dopo l’altro per tutta la penisola e gli stati confinanti! Non poteva prendersela con. nessuno. Con sua madre sì e no ci parlava. E non poteva rifarsi nemmeno con i maestri che l’avevano bocciata o con quelli che l’avevano esclusa da due prestigiose accademie perché il suo rendimento scolastico non era adeguato. Per sfogare la rabbia c’erano solo i nuovi compagni, dei bambocci di dieci anni che si sentivano superiori solo perché a scuola andavano bene. «Se non ci mettono in classe insieme l’anno prossimo, devi promettermi che non farai la stronza» si raccomandò MaVi. «Non prometto un bel niente.» «Ti bullizzeranno.» «Che ci provino.» «I maschi diranno porcherie su di te.» «Lo fanno già.» «Più grosse. E le femmine ti tratteranno come una merdina.» Bianca non replicò dicendo che già facevano anche quello, le strinse però di più la mano. «Non voglio che ti trattino male» proseguì MaVi. «Chissà dove sarò l’anno prossimo. Mia madre vuole tentare alla “Royal Ballet School” di Londra.» La sua amica non disse nulla, avrebbe tenuto per sé il dolore di doversi separare e anche la propria opinione sulla madre di Bianca. Due madri più diverse non potevano averle, ma forse in realtà erano uguali. La mamma di MaVi era la Grande Assente, quella di Bianca la Super Presente. Due forme diverse di egoismo. MaVi sospirò. «Fa caldo al sole.» «Perché sei bionda e hai la pelle chiara. Io non ho caldo.» Bianca aveva i capelli quasi corvini, mossi e ribelli che per imbrigliarli negli chignon ci volevano legioni di forcine; gli occhi allungati erano di un color cioccolato caldo e scurissimo. Era sottile, quasi scheletrica; tutte le giunture, ginocchia, gomiti, anche, sporgevano come gomitoli di ossa ricoperti di una strana pelle piena di efelidi. MaVi al contrario era bionda con gli occhi azzurri, alta e flessuosa. Sdraiandosi sul prato, avevano lasciato l’impronta dei loro corpi, poi si erano alzate ed erano corse verso il torrentello poco lontano. L’acqua bassa gorgogliava sui sassi, il rumore si mescolava al frinire delle cicale. Le fronde degli alberi si chinavano quanto bastava per afferrarle e dondolarsi. Bianca, nonostante le ore di danza sulle spalle e nelle gambe, era più impacciata nel fare quelle cose da monella. Se si fosse fatta male, sua madre l’avrebbe uccisa. MaVi invece sembrava un Tarzan in gonnella. Si era arrampicata su un albero e si era messa a cavalcioni di un ramo. «Da grande farai la ballerina, è deciso?» «Sì.» E se non ci fosse stata sua madre di mezzo sarebbe stato davvero il progetto più bello del mondo. «E tu?» «La moglie di qualcuno e la mamma dei miei quattro figli.» «Io non voglio essere la moglie di nessuno. I miei non vanno d’accordo.» «Nemmeno i miei. Ma io sposerò un uomo meraviglioso» sentenziò MaVi con decisione. «E dove pensi di trovarlo un uomo meraviglioso, Maria Vittoria Visconti?» «In giro.» Poi la ragazzina saltò giù dall’albero, cadendo come un gatto a un centimetro dall’acqua; l’amica si era seduta su un masso e gettava sassi nel torrente. «Il tuo piano mi sembra pieno di buchi» osservò Bianca. «Terrò gli occhi aperti. Quando l’uomo meraviglioso mi passerà davanti, io lo riconoscerò.» «Molto probabile» la canzonò Bianca. «Dovresti fare lo stesso.» «Le ballerine non si sposano.» «È una bugia.» «Questa ballerina non si sposa. Non voglio dover litigare con nessuno, non posso fare figli...» «E chi l’ha detto?» «Le ballerine non fanno figli.» A Bianca piacevano le regole ferree senza eccezioni, se così non fosse stato reggere il ritmo imposto dalla danza classica sarebbe stato impossibile. E invece lei ne usciva rassicurata. Più erano rigidi i paletti, più si sentiva bene. «Va be’, da qui a là cambierai idea» concluse MaVi. «Potresti cambiarla anche tu.» «Non credo. Io desidero qualcosa di bellissimo.» «Che senso ha sposarsi? Dimmelo. Tua madre e tuo padre non vivono insieme e non si parlano, i miei uguale.» «Tanti altri sì, però. E sono felici.» «Io tutte queste persone sposate e felici non so dove le vedi.» «Non le vedo, infatti. Sono io che sono diversa.» MaVi si era seduta accanto all’amica. Anche se aveva un anno in più, Bianca era più esile e più bassina; l’età si capiva solo dall’espressione degli occhi e dalla loro mancanza di innocenza.

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