Story By Rebecca Quasi
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Rebecca Quasi

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Il gigante con il violino
Updated at Mar 30, 2020, 19:46
Diego Suarez è un interessante caso di statistica genetica. Nato dall"incrocio tra una prostituta tossicodipendente e un violento spacciatore di origine argentina, sarebbe stato il candidato ideale ad aggiudicarsi una personalità su misura per la vita nei bassifondi, invece il patrimonio genetico dei suoi genitori lo ha colpito solo di striscio. Con un"intelligenza superiore alla media, un sorprendente talento musicale e tanto cinismo da sopravvivenza, approda a otto anni nella vita di Maddalena Maschieri, la sua mamma adottiva. Insieme a lei e a Giovanni Dalfiume, il marito, trova un equilibrio e una stabilità che non credeva possibili. A sconvolgere di nuovo la sua esistenza sarà la nascita di Elena, figlia di Maddalena e Giovanni: l"amore della sua vita. Diego si era seduto sul letto a guardare intensamente il muro. Ogni volta era peggio. Ogni volta che tornava a casa, la marea si alzava, da lì all"annegamento non mancava poi molto. - Si può sapere che hai? - domandò lei. Gli si era piantata davanti. Tutto e niente. - Isobel. Mi devi dare una mano con lei, Elena. Era parte del problema, un"aggravante, diciamo. Lei si appoggiò allo stipite della porta del bagno e gli sorrise di traverso, come se stesse fiutando un vantaggio. Era scalza e i suoi piedi magri e bianchissimi spuntavano dai jeans aderenti che salivano fino a confinare con una maglietta rosa un po" troppo scollata e un po" troppo trasparente. E anche troppo corta, a voler essere pignoli. - Mettiamo le cose in chiaro, Maschieri, per me non è cambiato niente in questi dieci anni. Diretta e spietata. Lo erano tutti in famiglia, la cosa aveva i suoi vantaggi, ma le tranvate sui denti non mancavano mai. Diego deglutì. - Sono innamorata di te e credo che la cosa non sia destinata a modificarsi, per cui se mi vuoi intorno è a tuo rischio e pericolo.
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LeAli
Updated at Apr 10, 2023, 20:29
Bianca e Adriano si detestano da sempre, lei ha dato spettacolo al suo matrimonio e lui non l'ha estromessa dalla propria vita solo per amore di MaVi, sua moglie.Tuttavia, quando il destino li mette a dura prova, solo Bianca, abituata a imporre a se stessa sforzi inauditi, sarà in grado di tenere a galla entrambi.A complicare una situazione di per sé insostenibile, si aggiungono una promessa difficile da mantenere e un patto blindato, una terra di nessuno dove all'apparenza sentimenti e passione non dovrebbero esistere.
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Dita come farfalle
Updated at Apr 10, 2023, 20:26
Londra 1818.Per il Ton, un matrimonio di convenienza è quanto di più ordinario e auspicabile possa avvenire. Pertanto Caroline Webster, figlia del duca di Clarendon, trova abbastanza naturale che suo marito James Cavendish, duca di Rothsay, le parli a malapena e non trascorra mai del tempo con lei, se non per sporadiche visite notturne che hanno come unico scopo di provvedere al concepimento di un erede.Tuttavia Caroline ritiene che la freddezza di James sia eccessiva, quasi forzata.Il suo tentativo di modificare la situazione naufraga e, dopo che la giovane duchessa ha un aborto spontaneo, le cose precipitano, i segreti vengono a galla e Caroline scopre che suo marito potrebbe non essere l’uomo freddo e posato che, fino a quel momento, si è sforzato di apparire. 
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Entropia
Updated at Apr 6, 2023, 20:33
Virginia, di professione ostetrica, è sposata da oltre vent’anni con Ruggero, affascinante pilota di linea. La loro relazione si trascina da sempre in un placido limbo emotivo, costellato da sporadiche notti di passione.Allo scoppio della pandemia, le abitudini di entrambi vengono sovvertite. Virginia si trova catapultata nel settore Covid delle gestanti, alle dipendenze del suo ex, Corrado Valli. Ruggero, al contrario, rimane a terra, a causa della riduzione nei voli della compagnia per cui lavora.Con il mondo che va a fuoco, rendendo imperativo vivere un minuto alla volta, Virginia si troverà a combattere in prima linea, mentre nella vita privata sarà divisa tra il riaffiorare di un passato mai sopito e la novità inedita della costante e premurosa presenza del marito.Il mondo muta in un baleno e, si sa, ogni trasformazione porta con sé rischi e anche un... aumento dell’entropia.
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Dimmi di noi
Updated at Mar 30, 2020, 19:46
Esther, introversa e spigolosa, scopre dopo un incidente di non essere figlia naturale dei suoi genitori e ciò la porta ad allontanarsi per cinque anni da casa. Questo allontanamento acuisce la sua introversione e il suo isolamento fino a decidere di avere un figlio con l"inseminazione artificiale per coronare definitivamente l"autarchia sentimentale. A otto anni dalla nascita di sua figlia Miriam, una strana malformazione al cuore della bambina la costringe a cercarne il padre biologico... che risulta essere un introverso professore di fisica il quale, come lei, ha fatto della solitudine il suo stile di vita. Ma le due ostinate solitudini non hanno fatto i conti con la personalità dirompente della piccola Miriam... "Vedere aumentare la catasta di pacchetti infiocchettati sotto il pino carico di palline rosse le dava un certo brivido, una novità che apparentemente non accennava ad avere fine. Ogni sera reinventariava i bigliettini allegati ai pacchetti e s’accorgeva con piacere che le scatoline recanti il suo nome erano sempre le più numerose. - Bello il Natale - concludeva ogni sera soddisfatta di quelle bizzarre novità. Dopo un po’ che era cominciata quella sequela Joe s’interrogò se per caso non stesse interferendo con la formazione religiosa di Miriam e decise di intervenire, spiegando a Miriam che differenza ci fosse tra essere ebrei ed essere cristiani. Alla fine del suo lungo monologo Miriam rimase un po’ perplessa, non immaginava che si potesse non essere ebrei, non immaginava che al mondo ci fossero tante religioni e che alcune religioni diverse adorassero lo stesso Dio. - Vediamo se ho capito... - disse con aria meditabonda - Gesù era ebreo... però tu sei cristiano... e credi che questo Gesù sia il Messia - - Esatto - confermò Joe. - Mi sembra un po’ contorto... non faremmo prima ad essere tutti e ebrei o tutti cristiani? - - Suppongo di sì - - ...ah - Miriam tacque, un intero mondo metafisico le si era aperto davanti. Dopo un lungo silenzio in cui elaborò le molteplici informazioni concluse dicendo: - Anche se sono ebrea posso prendere i regalini con il mio nome? - - Direi di sì - la tranquillizzò Joe. - Ottimo - La questione religiosa era risolta".
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Corso base per analfabeti sentimentali
Updated at Mar 30, 2020, 19:46
Per Isabella, anaffettiva militante, il lavoro di badante presso una malata di Alzheimer è il posto ideale: pare addirittura che la signora Paola apprezzi ore di lettura di Tolstoj in lingua originale e lunghe sedute di musica classica. Potrebbe scivolare tutto in un perfetto e confortante immobilismo, se Isabella non captasse per caso una conversazione riguardante l"affascinante figlio della sua paziente... "- Nonostante sia in una situazione molto critica – disse lui sedendosi nel bovindo di fronte a me (io ero alla scrivania e stavo scrivendo) – sono in debito con lei. Probabilmente finirà malissimo, ma se non succederà sarà solo merito suo - - Non saprei... magari lei contrabbandava quel coso e finiva lì - - Se il gioco gli riesce una volta non mollano... - Continuò a guardarmi mentre rileggevo sottovoce quello che avevo tradotto. - Se lei fosse una donna minimamente prevedibile le manderei dei fiori e le farei un regalo scontato, che so... una borsa di Prada o un gioiello... ma con lei, comprando una borsetta, non mi sdebiterei in nessun modo - - Perché deve sdebitarsi, scusi? - - Io sono molto prevedibile - - Capisco - - Mi aiuti, mi dica che cosa le farebbe piacere... - - Niente davvero – mi sforzai di sorridere in modo da convincerlo. - E" esasperante - - Lo so. Me lo dice tutte le volte che ci parliamo - Non so perché decisi di shoccarlo, forse volevo solo che si levasse di torno e la smettesse di volersi occupare di me e del mio benessere senza avere la minima idea di come fossi io e di che cosa costituisse realmente il mio benessere. Lo guardai negli occhi. Mi piacevano molto i suoi occhi perché erano incredibilmente inespressivi eppure dentro vi guizzava sempre, per un attimo, quello che gli passava per la testa. - Ci sarebbe una cosa... - insinuai. - Sentiamo - - Ho un po" bisogno di sesso - Fu esattamente come nei cartoni animati, quando a un personaggio escono gli occhi dalle orbite attaccati a quelle ridicole molle. L"avevo zittito."
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Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina
Updated at Mar 30, 2020, 19:46
Vittorio è sposato da vent"anni con Anna, ma da tredici sì e no si rivolgono la parola nonostante continuino a vivere insieme. È quindi abbastanza singolare che lui perda il lume della ragione quando lei gli comunica che vuole divorziare... e che decida di riconquistarla. “Aprì l"armadio. Era un po" più vuoto, ma c"era ancora la maggior parte dei suoi vestiti. C"era l"abito rosso che aveva messo a Natale per la festa dello studio. Con quello aveva fatto girare la testa a tutti i soci e anche a diversi clienti. Per una settimana non avevano fatto altro che ripetergli che gran gnocca fosse sua moglie, tutti laureati, eh, mica buzzurri! E lui a incassare con superficialità, perché quella gran gnocca non la toccava da tredici anni e a momenti nemmeno ci parlava. E volendo essere proprio puntigliosi, sua moglie non era una gran gnocca, sua moglie era la donna più bella e affascinante che avessero mai visto, quei deficienti trogloditi!... solo che quando si vestiva di rosso poteva indurre un monaco evirato a gettare il saio alle ortiche. Prese mentalmente nota di evirare il tizio con cui voleva uscire Anna. Il programma era semplice: scoprire chi fosse e castrarlo. A volte la soluzione di enormi problemi è a dir poco elementare. Si costruì nella mente l"immagine di Anna com"era la sera prima seduta nel suo studio. I jeans chiari le fasciavano le gambe snelle, la maglietta scollata mostrava quel bel seno che se ne infischiava della forza di gravità, il cardigan grigio si appoggiava appena sulle spalle esili. Aveva sempre avuto una classe fuori dal comune ed era sempre stata di una bellezza abbacinante. Che Anna fosse così maledettamente bella era stata la sciagura, madre di tutte le sciagure. [...] Non riusciva nemmeno a guardarla. Non la guardava da talmente tanto tempo e improvvisamente sentiva un desiderio spasmodico di imprimersi il suo viso negli occhi, di toccare il suo corpo, di prendere qualcosa da tenere per ricordo. Come faceva lei a essere così fredda? Quando era diventata così spietata? - Da quanto tempo ci pensi? - le chiese. - A cosa? - - A lasciarmi - - Non stiamo più insieme da almeno tredici anni - - Tredici anni un mese e sette giorni – precisò lui. Lei sgranò gli occhi. Era evidente che lui si riferiva all"ultima volta che erano stati a letto insieme. Arrossì.
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Celestiale
Updated at Mar 30, 2020, 19:46
Un uomo comune, una donna particolare. “E perché non ti piace il sesso?” A Giorgio sembrava di essere Socrate che interrogava i discepoli. “È troppo umido.” Quel che restava del ghiacciolo di Giorgio si staccò dallo stecchino e si abbatté al suolo. C"erano mille modi con cui Giorgio avrebbe potuto reagire, e tra questi c"era anche scoppiare a ridere, ma si trattenne e optò per continuare a fare il Socrate curioso. “Umido? In che senso?” domandò. “Sperma, fluidi vaginali, sudore, saliva...” “Ah in quel senso.” Rimanere seri stava diventando un’impresa. “A me tutto quel bagnato non piace molto” precisò Agata. “Pare però che tutto quel bagnato sia fondamentale per la buona riuscita della ehm… faccenda. Almeno, così ho sentito dire.” “Come sarebbe che hai sentito dire? Hai un figlio, lo saprai per certo, no?” “Era per dare autorevolezza all"informazione. Sono abbastanza sicuro che un buon tasso di umidità sia indispensabile.” Agata sembrava perplessa. Aveva sperato che Giorgio la pensasse come lei. Non che avesse intervistato molta gente sull"argomento, ma aveva la sensazione che agli altri tutta l"umidità coinvolta nel sesso piacesse parecchio. Insomma, tanto per cambiare, quella strana era lei. Anche il ghiacciolo di Agata era finito, Giorgio le sfilò di mano lo stecchino senza sfiorarle nemmeno le dita e li posò uno sopra l"altro sul bracciolo del dondolo. “Visto che siamo in vena di confidenze” proseguì lui, “sei per caso vergine?” “Ma no!” esclamò lei, scandalizzata. “Ho trentadue anni!” “Non sarebbe mica un crimine.” “L"ho già fatto tre volte…” Il tono un po" spavaldo era decisamente fuori luogo, ma tutta Agata era così, per cui non c"era niente di nuovo. “Addirittura tre!” Colpo di tosse. Ridere stava diventando un bisogno impellente. “...e con tre uomini diversi. È stato appiccicoso e molliccio. Conclusione: non fa per me.” “Il molliccio non mi torna.” Giorgio s"era messo due dita negli occhi per resistere. “Sai quando sei lì... e l"altro trema...” “Mh...” “Non è molliccio?” “Dipende.” “Comunque, immagino sia soggettivo” concluse Agata. “Sì. Decisamente soggettivo” confermò Giorgio. Giorgio, 44 anni, di mestiere fa l"agronomo ed è divorziato. L’estate che incombe su Torino gli porta una grossa preoccupazione: dovrà trascorrere due mesi con il figlio Emanuele, un adolescente affetto da una leggera forma di autismo. Un pomeriggio, quando le cose si complicano, nella mansarda sopra il loro appartamento arriva Agata, una modella con una personalità “particolare” e le certezze di Giorgio vanno a farsi un giro.
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Didattica del sesso per gufi e zanzare
Updated at Mar 30, 2020, 19:46
Incontrarsi quando il dolore è così prepotente che non concede spazio alle regole, fa sì che tra Manrico e Miriam nasca un"amicizia profonda e senza filtri, un"intimità priva di cose non dette e infine un amore straordinario. "- Come va col sesso in generale? - chiese lei arrivando come al solito al nocciolo della questione. - Calma piatta. E tu? - - Calma piatta - - Ma ti manca? - - Mi manca mio marito. Devo ricambiare mano - Miriam tornò sul lato destro e rioccupò la tasca destra con la mano sinistra. Manrico gliela strinse intrecciando le dita. - Sono piuttosto riservato. Il sesso occasionale non mi ha mai interessato, diciamo non dopo i venticinque anni, prima andava benissimo anche quello, è che non ce la faccio ad andare con una donna solo per scaricarmi... - - Sei praticamente una donna... - - Non sfottermi - - Scusa- - Mi ricordo bene cosa mi hai detto tempo fa... che mi manca l"intimità. È che non riesco creare intimità. Tengo tutti, ma quello non sarebbe un ostacolo, e tutte a debita distanza - - So cosa intendi... lo faccio anche io - Era successo che all"improvviso tutte le persone erano diventate entità sbiadite. Come ombre cinesi su uno sfondo che non avevano niente a che fare con la realtà... solo che la realtà era stranamente deserta. - Il mio problema Miriam – continuò Manrico - è che l"unica donna con cui ho una relazione umanamente significativa in questo momento, sei tu - Quella frase la colpì come una raffica di vento. Il cuore pompò sangue più in fretta, il freddo diminuì rapidamente. - Vuoto il sacco del tutto? - continuò lui. Lei annuì, non era sicura di voler sentire la propria voce. Ma voleva sentire quella di lui. - Diciamo che in linea teorica, se potessi, vorrei venire a letto con te - - Andare a letto con qualcuno in linea teorica, Manrico, è un ossimoro - - Volevo solo prenderla larga. Togli pure la linea teorica - Miriam non rispose, gli strinse però di più la mano nella tasca. - Ma non te lo sto chiedendo. È che casualmente tu e la sola persona con cui riesco parlare coincidete. E tengo molto di più alla tizia con cui posso parlare - Lei gli accarezzò le dita col pollice. Guardò le stelle. Un refolo di vento le soffiò sul viso. Forse passò del tempo. Forse ci fu un lungo silenzio perchè Miriam pensò molte cose prima di parlare, ma forse sembrò così lungo quel silenzio solo perchè lei in pochi istanti superò una distanza che aveva impiegato una vita a costruire. - Se te lo chiedessi io, cambierebbe qualcosa? - chiese lei continuando a guardare la notte. A quel punto fu il cuore di Manrico a fare le capriole."
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Endorfine
Updated at Mar 30, 2020, 19:46
Sono passati otto anni da quando Elia e Chiara si sono conosciuti ed è stata una vera e propria agnizione, uno di quegli incontri che sigilla il cuore e strega il destino. - Non devi farti idee su di me – lo avvisò. - Quali idee? - - Idee romantiche - - Mai avuto idee romantiche su di te – mentì lui. - Che balla - - Avevo, e ho, idee erotiche su di te - - Sono stata sposata con un attore: o menti come si deve o lasci perdere - - Facciamo così, – propose lui sempre ridendo – stessa regola per entrambi: niente programmi oltre le dodici ore - - Hai intenzione di provare a sedurmi? - il buio aiutava parecchio. - Non nelle prossime dodici ore - - Quindi non è un"erezione quella che sento contro la mia schiena... - - No, quella è un"erezione... devi solo non farci caso... - - Tu non ci fai caso? - si voltò per guardarlo anche se sapeva che non avrebbe visto niente, sentì però il suo fiato più vicino, lo sentì sulla punta del naso e sulle labbra. - Non dico che sia facile, ma ho dovuto farci l"abitudine, perché non sono ancora riuscito a far capire al tizio che tengo nelle mutande che non deve drizzarsi tutte le volte che ti vedo... o ti penso... - - Io sono troppo depressa per provare desiderio sessuale – gli confessò in quel buio che rendeva tutto quasi facile. - Lo so. Passerà... la depressione, intendo - Il vento ululò tra i rami una sorta di richiamo, si udì la porta del rifugio sbattere. - In montagna si va a letto presto – disse Elia spostandosi di più verso di lei. - Sono le nove e mezza, se pensi che possa addormentarmi adesso, devi essere ubriaco - - Scommettiamo? - Chiara non rispose perché, per la prima volta dopo la morte di Lorenzo aveva sonno senza pillole. "Endorfine" segue in ordine cronologico le vicende narrate in "Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina", le due storie possono però essere lette separatamente.
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