capitolo 5: Il momento tanto atteso

1022 Words
All'orario preciso, il suono del campanello tagliò il silenzio dell' appartamento. Presi un ultimo respiro profondo e aprii la porta. ​Benner era lì, appoggiato con studiata disinvoltura contro lo stipite. Lo smoking blu notte gli cadeva addosso in modo impeccabile, esaltando il bianco ottico della camicia che faceva risaltare il tono della sua pelle. Rimase immobile per un istante, colto alla sprovvista. ​Il suo sguardo non fu solo un’occhiata: i suoi occhi guizzarono famelici su ogni curva del mio corpo, accarezzando il tessuto del mio abito bianco che risaltava contro la pelle ancora ambrata dal sole. Per un momento vidi le sue labbra schiudersi, come se volesse dare voce a un pensiero improvviso, un desiderio trattenuto a stento, ma si impose di restare in silenzio. ​«Mamma mia, Leila... sei una dea,» mormorò infine, e la sua voce era un graffio vellutato che mi fece vibrare il petto. ​Fece un passo indietro, offrendomi il braccio con un’eleganza magnetica. Il suo profumo, un mix di legni pregiati e notte, mi avvolse completamente. ​«Andiamo, Leila. Questa sera è nostra,» aggiunse, e negli occhi gli brillò una sfida dolce. «Sei pronta?» Sostenni il suo sguardo, lasciando che un piccolo sorriso mi incurvasse le labbra. Mi avvicinai quel tanto che bastava per fargli percepire il profumo della mia pelle. «"Nostra", Benner?» ripetei quasi in un sussurro, mentre infilavo il braccio nel suo. «È una promessa impegnativa per una serata che deve ancora iniziare.» Lui ridacchiò, un suono basso e roco che gli fece vibrare il braccio contro il mio. «Io non faccio mai promesse che non ho intenzione di mantenere, Leila. E tu stasera sei... pericolosa. Dovrei essere io a chiederti se sei pronta a gestire quello che accadrà quando entreremo in quella sala.» «Ti preoccupi per la mia incolumità o per la tua reputazione?» lo stuzzicai, chiudendo la porta alle mie spalle. Benner si fermò un istante prima di raggiungere la macchina. Si voltò verso di me, accorciando le distanze finché non potei sentire il calore che emanava il suo corpo. «Mi preoccupo dell'effetto che mi fai,» ammise, e per un secondo la maschera di impeccabile eleganza vacillò, rivelando un desiderio bruciante. «Volevo dirti una cosa, prima... quando hai aperto la porta.» ​«Perché non l'hai fatto?» ​Lui mi guardò le labbra, poi tornò ai miei occhi con un’intensità che mi tolse il fiato. «Perché se avessi iniziato a dirti quanto sei splendida, non saremmo mai usciti da questa casa. E il mondo merita di invidiarmi almeno per qualche ora.» L’atmosfera si fece improvvisamente più densa, quasi palpabile. Lui aprì la porta dell'auto , ma io non entrai subito. Rimasi ferma a un soffio da lui, godendomi il modo in cui il mio profumo sembrava destabilizzare la sua solita sicurezza. ​«Troppo sicuro di te, Benner,» dissi, lasciando che la mia mano scivolasse lungo il risvolto di seta del suo smoking, risalendo lentamente verso il suo collo. «Pensi davvero che il problema sia il mondo che ci guarda? O è la tua resistenza che ha i minuti contati?» ​Lui incassò il colpo con un respiro profondo, gli occhi che si scurivano di un tono. «Stai giocando con il fuoco, Leila. E quel vestito non è fatto per spegnere gli incendi.» ​«Allora assicurati di non scottarti» ribattei con una sfida silenziosa negli occhi, entrando finalmente nell'auto. Arrivammo davanti al ristorante mano per mano prendendo l'ascensore per salire al piano,mi voltai a guardarlo mentre lui mi seguiva, i suoi movimenti fluidi come quelli di un predatore. Quando le porte si chiusero, restammo soli nel piccolo spazio specchiato. Il riflesso ci rimandava l'immagine di una coppia perfetta, ma la tensione che correva tra noi era tutt'altro che composta. ​Lui si posizionò alle mie spalle, non toccandomi, ma restando così vicino che potevo sentire il calore del suo petto contro la schiena. Si chinò verso il mio orecchio, la voce ridotta a un sussurro pericoloso: ​«Spero che tu abbia lo stesso coraggio tra due ore, quando saremo circondati da metà della città e io non potrò fare a meno di starti addosso. Perché allora, Leila, la sfida non sarà più a parole.» ​L’ascensore arrivò al piano terra con un sussulto. Le porte si aprirono ma per un istante nessuno dei due si mosse. Non appena mettemmo piede nella sala, l'effetto fu immediato: come se qualcuno avesse abbassato il volume di una radio, le conversazioni si fecero più rade e le teste iniziarono a voltarsi. Eravamo una visione in bianco e blu notte, un contrasto quasi troppo perfetto per essere reale. ​Benner non perse un briciolo della sua sicurezza. Mi tenne vicina, la sua mano ferma sulla mia schiena che guidava il mio passo con una proprietà assoluta. Sentivo il calore del suo palmo attraverso il tessuto leggero del vestito, un contatto che sembrava voler marcare il territorio di fronte a tutti quegli sguardi indiscreti. ​Il maître ci venne incontro con un inchino appena accennato. «Bentornato, Monsieur Benner. Il vostro tavolo riservato è pronto.» ​Attraversammo la sala principale. Ogni mio passo era accompagnato dal fruscio della seta e dal peso dello sguardo di Benner, che non mi abbandonava un secondo. Arrivammo a un tavolo d’angolo, il più riservato, illuminato solo dalla luce tremolante di una candela e circondato da grandi vetrate che affacciavano sulle luci della città. ​Lui mi scostò la sedia con una lentezza calcolata. Mentre mi sedevo, si chinò in avanti, i suoi capelli sfiorarono la mia tempia e il suo respiro caldo mi solleticò l'orecchio. ​«Te l'avevo detto,» sussurrò, mentre la sala riprendeva lentamente a mormorare. «Hanno smesso tutti di mangiare nel momento in cui hai varcato quella soglia. Ma la cosa peggiore è che io non riesco nemmeno a biasimarli.» ​Si sedette di fronte a me, incrociando le dita sul tavolo di marmo scuro. La luce della candela danzava nelle sue pupille, rendendo il suo sguardo ancora più profondo e indecifrabile. ​«Allora, Leila,» disse, fissandomi con un’intensità che rendeva superfluo l’intero menu. «Ora che abbiamo tutta la loro attenzione, cosa vogliamo farne di questa serata che è solo nostra?»
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD