La valigetta Loïs stava seduta davanti al tavolo. La lampada, che con un movimento oramai macchinale quando cominciava un interrogatorio, De Vincenzi aveva rivolta verso di lei, la illuminava dalle ginocchia al berretto di martora. Vercelloni, ritto allo spigolo del tavolo, di fianco alla ragazza, si aggiustava gli occhiali sul naso e fissava il commissario. De Vincenzi sorrideva — Vorrei non credeste, signorina, di dover affrontare proprio un interrogatorio... La verità è che io ho bisogno di voi... Voi potete dirmi quel che non so e che debbo sapere. La prendeva da lontano. Un po' le trepidazioni dell'avvocato, al quale voleva bene, e un po' l'aspetto della ragazza, quei suoi grandi occhi grigi fermi e volitivi, lo spingevano a non attenersi alle norme consuete, che egli del resto a

