II.-3

1696 Words
«Gliene siamo gratissimi; non credo però che abbia corso tanti rischi, dopotutto!». «Semplicemente quello di essere colpito a tradimento da indiani nascosti dietro un’imboscata, mentre lui era impegnato a manovrare la canoa lungo le rapide, o a girarla intorno a un’ansa del fiume, senza poter perdere di vista i continui mulinelli. Tra tutti i viaggi pericolosi quelli lungo un fiume irto d’imboscate è a parer mio il più rischioso, eppure Jasper non ha esitato a intraprenderlo». «Io vorrei sapere perché diavolo il sergente mi ha spedito a viaggiare per centocinquanta miglia in questa maniera da disgraziati! Datemi un buon tratto di mare aperto, e il nemico bene in vista, e io vi farò vedere miracoli, ma l’idea di essere accoppato come una tartaruga addormentati proprio non mi va. Se non fosse per via della mia piccola Calamita virerei di bordo seduta stante e me ne tornerei difilato a York, lasciando l’Ontario dolce o salato che sia, a farsi strabenedire!». «Il che non aggiusterebbe molto le cose, amico marinaio, perché la strada del ritorno è molto più lunga e quasi altrettanto brutta quanto quella di andata. Affidatevi a noi; vi faremo passare sani e salvi oppure saremo scotennati». Cap portava una solida treccia, legata stretta stretta e avvolta in una pelle d’anguilla, mentre al sommo della testa era quasi calvo; ora si passò con gesto meccanico la mano sulla zucca, quasi per assicurarsi che questa e il beneamato codino fossero entrambi ancora al loro posto. In fondo era però un uomo coraggioso, e aveva spesso affrontato la morte a sangue freddo, sebbene mai sotto i terribili aspetti che gli erano stati dipinti dal compagno nella sua succinta ma efficace descrizione. Tuttavia era adesso troppo tardi perché si tirasse indietro, ed egli decise pertanto di affrontare la situazione con animo fermo, benché non potesse fare a meno d’inviare in cuor suo un sacco di maledizioni al cognato sergente che lo aveva cacciato in quel pasticcio. «Sono sicuro, padron Cercatore di Piste», disse quando ebbe finalmente messo un poco d’ordine nei suoi pensieri, «che riusciremo ad arrivare in porto sani e salvi. A che distanza dal forte saremo, adesso?» «Poco più di quindici miglia, e miglia veloci, per giunta, perché si risale il fiume secondo corrente; questo però a patto che i Mingo ci lascino in pace». «E immagino che i boschi si stenderanno come prima a babordo e a tribordo, no?». «Come avete detto?». «Voglio dire che dovremo camminare tra questi maledetti alberi». «Oh, no: andrete in canoa perché l’Oswego è stato ripulito per opera delle truppe del suo legname galleggiante, e come già vi ho detto sarà un viaggio molto rapido perché navigheremo col favore della corrente». «E che cosa impedirà a quelle puzzole di cui mi avete parlato di spararci addosso mentre doppieremo un promontorio o saremo occupati a scansare le rocce?». «Il Signore vi aiuterà… Egli che tante volte ha aiutato tanta gente in pericoli anche maggiori. Chi sa quante volte mi avrebbero scotennato e scorticato, se il Signore non fosse stato dalla mia parte. Tutte le volte che mi metto a menar le mani sul serio, amico marinaio, il mio primo pensiero è sempre rivolto a questo grande alleato che può aiutarti in guerra meglio di tutti i battaglioni del “sessantesimo”, anche ammesso che fossero schierati su di un solo fronte». «Eh, questo sistema può andare per un esploratore, ma a noi marinai piace il nostro bel pezzettino di mare aperto, e vogliamo entrare in azione vedendoci bene, quando spariamo le nostre bordate, senza alberi e massi che ci disturbino». «E senza nemmeno un Dio, oserei aggiungere, se si potesse sapere proprio tutto. Credetemi pure, padron Cap, il fatto di avere il Signore dalla nostra parte non può certamente rendere una battaglia peggiore. Osservate il Grande Serpente: vedete la cicatrice di coltello che gli parte dalla testa e gli scende lungo tutto l’orecchio sinistro? Ebbene, quel giorno lo salvò appena in tempo né più né meno che un proiettile di questa mia lunga carabina; ancora mezzo minuto di più e sarebbe rimasto senza il ricciolo di guerra. Quando il Mohicano mi stringe la mano e mi dice che sono stato io a salvarlo gli rispondo: no, è stato il Signore che mi ha guidato sul posto dove stava per essere commesso il crimine, indicandomi il fumo. Certo, non appena ebbi individuata la posizione esatta conclusi la faccenda da solo, perché quando si vede un amico in procinto di essere scotennato il nostro cervello si mette a pensare in fretta e agisce con immediatezza, come è stato nel caso mio, altrimenti a quest’ora lo spirito del Serpente starebbe scorrazzando da un pezzo nei felici terreni di caccia del suo popolo». «Andiamo, Cercatore di Piste, questa vostra filastrocca è peggiore che l’essere scorticati da poppa a prora; non ci rimangono che poche ore di sole e faremmo meglio a filare finché abbiamo tempo giù per quella famosa corrente che avete tanto decantata. Calamita, tesoro, non sei ancora pronta per partire?». La fanciulla trasalì, arrossì violentemente e si mise subito in moto. Non aveva udito neppure una sillaba di quanto abbiamo testé riferito perché Acqua Dolce, come era il più delle volte chiamato il giovane Jasper, le aveva riempito gli orecchi di un sacco di cose, descrivendole la località ancora lontana alla quale era diretta, parlandole del padre che non vedeva dall’infanzia e delle abitudini di vita di coloro che abitavano nelle guarnigioni di frontiera. Senza accorgersene ne era stata profondamente interessata tanto da non afferrare neppure una parola del dialogo, per lei assai meno divertente, che pure si era svolto a soli pochi passi dalla sua presenza. Ma il trambusto della partenza mise fine a ogni conversazione e poiché il bagaglio delle guide era pressoché inesistente, in capo a pochi minuti tutta la comitiva si accinse a proseguire. Ma mentre già erano sulle mosse, con grande sorpresa anche dei suoi amici esploratori, il Cercatore di Piste raccolse un grosso fascio di rami che buttò sulle braci, avendo persino cura di badare che una parte del legno fosse umida, in modo da provocare un fumo quanto più possibile scuro e denso. «Quando è possibile nascondere le proprie tracce, Jasper», spiegò, «far molto fumo al momento di lasciare il proprio accampamento può portare un beneficio invece che un danno. Ammesso che vi siano dei Mingo nel raggio di queste dieci miglia, parecchi di loro saranno certamente sulle alture o sulle cime degli alberi a osservare il fumo di eventuali accampamenti. Lasciamogli vedere questo; se ne troveranno contentissimi, e benvenuti siano ai nostri avanzi». «Ma non potrebbero individuare la nostra pista e seguirla?», domandò il giovane, il cui interesse nella pericolosa avventura si era enormemente accresciuto dall’istante del suo incontro con Calamita. «Lasceremo molte impronte da qui al fiume». «Tanto meglio: quando saranno arrivati laggiù neppure la loro astuzia riuscirà a distinguere da che parte si sarà diretta la canoa, se a monte o a valle. L’acqua è la sola cosa di questo mondo capace di lavare completamente una pista, per quanto nemmeno l’acqua ci riesca del tutto, quando l’usta è troppo forte. Non capisci, Acqua Dolce, che ammesso che una pattuglia di Mingo abbia notato le orme dei nostri passi sotto le rapide, si affretterà a correre verso questo fumo, concludendo logicamente che chi ha incominciato ad andare contro corrente finirà il proprio percorso allo stesso modo? Ammesso sappiano qualcosa possono sapere soltanto che una compagnia è uscita dal forte e tutta la loro intelligenza di Mingo non li aiuterà a capire che noi siamo venuti qui unicamente per il piacere di tornare indietro un’altra volta, e tutto questo per giunta nella stessa giornata e a rischio delle nostre capigliature». «Certo», soggiunse Jasper, il quale si era frattanto staccato dagli altri e insieme al Cercatore di Piste si dirigeva verso il “corridoio del vento”, «non possono sapere nulla della figlia del sergente perché sulla sua persona è stata mantenuta la massima segretezza». «E non ne sapranno nulla nemmeno se verranno qui», replicò il Cercatore di Piste facendo notare al compagno che egli stava appunto ricalcando le orme lasciate sulle foglie dal piedino di Mabel per cancellarle con la sua grossa pedata, «a meno che questo vecchio pesce d’acqua salata non abbia fatto scorrazzare la nipote intorno al “corridoio del vento”, come fanno le vecchie dame con i loro cerbiatti». «Tu vuoi dire i vecchi daini, Cercatore di Piste». «Non trovi che è un tipo ameno? Io sento di andare perfettamente d’accordo con un marinaio del tuo stampo, Acqua Dolce, perché nelle nostre rispettive doti non trovo niente di molto contrastante, anche se tu t’intendi di laghi e io di foreste. Ehi, Jasper», proseguì l’esploratore ridendo in sordina com’era sua abitudine, «pensa che cosa succederebbe se provassimo la tempra della sua lama scaraventandolo al disopra delle rapide?». «E che ce ne faremmo nel frattempo della graziosa nipotina?». «Oh, non le faremmo correre il benché minimo rischio; in ogni caso dovrà proseguire a piedi, ma tu ed io metteremo alla prova questo navigatore atlantico; potremo così conoscerci meglio tutti quanti. Vedremo se il suo acciarino saprà sprizzar scintille e chi sa che non impari qualcosa anche dai nostri trucchi di frontiera». Il giovane Jasper sorrise perché non gli dispiaceva scherzare e anch’egli era stato colpito dal tono di sufficienza di Cap, benché il bel viso di Mabel, la sua snella figura e i suoi sorrisi incantatori si frapponessero come uno scudo protettivo tra Cap e il progettato esperimento a suo danno. «Forse la figlia del sergente si spaventerà», disse. «Oh, non credo, se ha nelle vene il sangue paterno. Non mi sembra affatto una ragazza paurosa. Lascia fare a me, Acqua Dolce; sistemerò io da solo questa questione». «Per amor del Cielo, tu da solo mai, Cercatore di Piste! Vi anneghereste entrambi. Se la canoa minacciasse di rovesciarsi bisogna che ci sia anch’io». «Be’, fa’ come vuoi. Dunque, desideri che per stipulare il contratto ci facciamo sopra una fumata?». Jasper rise e annuì con un cenno del capo, quindi l’argomento venne chiuso perché frattanto il resto della comitiva aveva a sua volta raggiunto la canoa da noi già tante volte menzionata.
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