7

554 Words
7 Gray Mentre guardo Claude tornare all’officina non riesco a togliermi di dosso la sensazione di averla già vista da qualche parte. C’è qualcosa nella sua voce… e quel viso… be’, la parte che sono riuscito a vedere tra tutto l’olio che ha in faccia. Sento lo strano impulso di seguirla, ma non posso perché devo vedermi con Riverton. È una stronzata. Non sono Green dopo tutto. Essendo nella major league, lui deve vedersela con gli sponsor di merda. Il golf è del tutto diverso dal baseball, ed è una delle cose di cui sono sempre stato grato. E sono anche un golfista incredibilmente bravo. Non è ego, però, anche se ammetto di lasciargli un po’ troppo spazio a volte, è semplicemente la verità. Il mio sport è pieno di uomini di mezza età e c’è un motivo se mi chiamano il giovanotto del golf. Mi piace questo titolo. Mi merito questo titolo. Sono diventato il volto del settore in una manciata di anni. Mi sono preso parecchie gomitate per aver scelto il golf, soprattutto dai miei fratelli. Ma li ho zittiti tutti coi soldi che ho guadagnato. Cazzo, prendo più di Green e non devo sottostare alle regole come lui. Forse è proprio questa la ragione per cui mi secca che Seth voglia farmi fare il bravo con Riverton. Non sono uno yes man. Sono quello che sono e mi piace essere me. Leccare il culo a qualcuno solo perché la sua azienda possa addolcire i parrucconi responsabili del tour mi fa incazzare. Tutti pensano che i soldi lubrifichino gli ingranaggi, che tutto giri attorno al denaro, ma la verità è che si tratta di… politica. Nei grandi circuiti, hanno tutti le tasche piene. Vogliono solo far vedere chi ha l’uccello più grosso. Quelli che hanno il compito di fornirmi la migliore visibilità, di garantirmi il rango e la posizione per il torneo, sono delle grandi teste di cazzo. Mentre mi avvicino ai cancelli di ferro con due gigantesche R sopra, faccio del mio meglio per inghiottire la bile che mi risale in gola. È così che ci si sente quando si ingoia il proprio orgoglio? La voglia di andare via è forte, ma ricaccio indietro anche quella. Farò il bravo. Farò l’elenco delle partite a cui prenderò parte e, con Riverton dietro di me, verrò accolto a braccia aperte. E poi vaffanculo tutti. Dopo aver vinto quel bel trofeo e la giacca, ho chiuso. C.H.I.U.S.O. Saranno loro poi a venire da me strisciando. Sarò io ad avere il controllo assoluto. Premo il pulsante del citofono e comunico alla voce chi sono. Il cancello si apre. Accosto e guardo nello specchietto retrovisore. Mentre si richiude lentamente, esito un attimo. Una stagione. Tutto qui. Lo faccio per diventare ciò che ho bisogno di essere. Il padrone del mio destino. Guido verso la casa e succede una cosa stranissima. Penso allo scorso fine settimana con CC. È lì che vorrei essere al momento. Di nuovo con lei in quella cazzo di stanza d’albergo, ad ascoltare le sue risate, sentire le sue gambe strette attorno a me mentre affondo in lei. Ma non è questo che mi prende allo stomaco e mi fa stringere le mani sul volante al punto che potrei quasi romperlo. È rendermi conto che la voce di Claude e quella di CC sono uguali. Presto farò di nuovo visita a una certa meccanica. Molto presto.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD