Era snervante essere a conoscenza del motivo per cui Roberto ed Emilia stavano litigando a scuola. Era colpa mia.
Avrei tanto voluto svelare il mio segreto ad Hero, ma avrebbe potuto non capire e se si sarebbe sparsa la voce, avrei solo dovuto cambiare continente.
Oggi è domenica ed io, Roberto, Hero, Josephine e Chiara abbiamo organizzato un'uscita al lago a nord della città. È stata un'idea di Josephine che voleva vedere il lago.
Roberto non mi parla da lunedì, dopo la fine della sua relazione con Emilia.
Ha paura di ciò che ha scoperto di essere: un ragazzo omosessuale in un mondo pieno di menti chiuse?
Alla festa dopo la partita, io e Roberto ci siamo incontrati e abbiamo deciso di bere insieme.
Non potevamo fare scelta migliore!
Abbiamo lasciato il locale completamente ubriachi e, dopo aver parlato di non ricordo cosa, lui mi ha baciato.
È stato un bacio veloce e sfuggente.
Sono sempre stato convito di essere etero sessuale, infatti mi è sempre piaciuta una ragazza di nome Lavanda che da quest'anno deve essersi unita al fan club di Hero, ma nel momento in cui Roberto mi ha baciato ho aperto gli occhi e ho capito che volevo quel bacio più di qualunque altra cosa al mondo.
Emilia, che ci aveva visti, si avvicinò a noi e, dopo averlo insultato, spintonò via il suo ex ubriaco e corse via.
Ero distrutto, ma anche felice.
Se ci fosse Emilia in mezzo, non potrei provare ad avvicinarmi a Roberto.
Mio padre è al volante ed io accanto a lui sul sedile del passeggero.
Stiamo passando a prendere i miei amici, poi lui ci lascerà al lago e tornerà a prenderci alle ore venti.
«Papà».
«Dimmi figliolo».
«Mi chiedevo...»
«Si?»
«Tu...»
«Tommy, dovrei preoccuparmi?»
«No, perché me lo chiedi?»
«Sembri preoccupato, in ansia. Hai combinato un guaio?»
«No, certo che no!»
«Allora parla, coraggio. Ti ascolto».
«Tu quando hai scoperto di essere...»
«Gay?»
Come ha fatto ad indovinare? Mi legge nel pensiero?
«Beh, si. L'hai scoperto innamorandoti di papà?»
«Non esattamente. Vedi, io già sapevo che c'era qualcosa di diverso in me. Forse diverso non è la parola giusta, ma non mi vengono in mente altri termini. I miei amici parlavano di ragazze e facevano commenti molto spinti su di loro e lui loro corpi, io invece guardavo i ragazzi. Mi eccitavano i corpi dei cantanti e degli attori maschi. Ai miei tempi non era ben vista questa cosa e quando presentai tuo padre al mio... Beh... Fu un disastro!»
«È per questo che non conosco nonno?»
«Già... Mi dispiace. Lui non volle più vedermi, la nonna è morta quando avevo due anni quindi... andai a vivere con tuo zio, il vicepreside».
Ha gli occhi lucidi.
Non vede suo padre da moltissimi anni solo perché quest'ultimo non ha accettato questa "diversità" del figlio.
«Credi di essere gay?» mi chiede.
Non mi rispecchio in quella parola, sento che non mi descrive a pieno.
«Sto cercando di capirlo» rispondo imbarazzato guardando la strada dal finestrino.
.
Quando i miei amici salgono in auto, non resto sorpreso dal fatto che accanto a Hero c'è Odette. Lei gli gira sempre attorno come una zanzara. Sento che prima o poi, infastidito, lui dovrà schiacciarla.
Questa settimana ho avuto l'influenza, non vedo i miei amici da cinque giorni. Chissà quanti casini di cui io non sono a conoscenza saranno successi!
.
Camminiamo parecchio nel bosco prima di arrivare al punto in cui ci dobbiamo sistemare per pranzare. Il lago è enorme e l’acqua riflette il cielo come se un pezzo di esso fosse caduto sulla terra.
Stendiamo una tovaglia sull'erba fresca.
Alla mia destra, Hero è accanto a Jo, sembrano due calamite; alla mia sinistra Odette è vicina a Chiara e stanno parlando di qualcosa che non riesco a capire. Odette sembra scusarsi per qualcosa.
Di fronte a me c'è Roberto che evita di guardarmi.
«Possiamo parlare?» gli chiedo sottovoce.
Lui continua ad ignorarmi. Che fastidio!
«Roberto» alzo la voce irritato.
«Possiamo parlare?»
Lui guarda i nostri amici, poi, finalmente, risponde.
«Si… Certo... Andiamo»
Mi fa cenno con la testa di seguirlo e camminiamo nel bosco.
«Perché mi eviti?»
«Non ti evito...»
«È da quando ci siamo baciati che…»
«Sh» si porta un dito alle labbra. «Abbassa la voce».
«Ti vergogni del fatto che... io e te...»
Non posso crederci. Mi sento ferito. E offeso, anche.
«Tra me e te non c'è stato niente. Niente!» grida.
«Non credevo che la pensassi così quando le tue labbra erano sulle mie».
«Ero ubriaco, cazzo! Io non ti devo niente».
Rimango in mobile senza dire una parola. Non so proprio cosa rispondere.
Decido di andarmene prima che le lacrime mi scorrano sul viso.
«Aspetta...» dice, ma continuo a camminare verso i nostri amici.
Davvero ho pensato che potesse esserci qualcosa tra me e lui? sono stato solo un illuso.
Ma il pensiero delle mie labbra stampate sulle sue mi fa ancora un bell'effetto.
«Tommy, ti prego».
Voglio ignorarlo come lui ha fatto con me questa settimana, ma lui mi afferra un braccio tirandolo violentemente a sé e mi da un altro bacio.
Per un attimo temo che sia un sogno fatto ad occhi aperti, ma è reale. Roberto mi sta davvero baciando e questa volta in modo travolgente, passionale e con l'aggiunta della lingua.
Credo che potrei svenire.
«Mi dispiace», sussurra.
Accetto le sue scuse con un altro bacio, ma stavolta gli faccio scivolare la mano sul sedere e lui ha un fremito.