capitolo 5

3830 Words
Pov Lucifero. Nell'ufficio, separati dalla scrivania. Fissiamo quel maledetto oggetto davanti a noi. Mentre la stanza viene risistemata da demoni e anime umane. Solo dopo ci siamo accorti del disastro fatto. Non un mobile si è salvato. Ma di ciò, non mi interessa nulla. Solo quel maledetto pugnale riempie i miei pensieri. Samuel:" Sire. Ci hai fatto chiamare?" Lui e Baal entrano nella stanza. Soffermandosi con indifferenza e disgusto su Lilith. Che invece sembra fregarsene. Continuando a guardare davanti a sé. È vestita in modo semplice, non più nella sua forma completa. Ma la sua presenza è comunque forte e diversa. Lucifero:" Si, è proprio con voi che vorrei parlare. Come è possibile che questo oggetto esista ancora. Se siamo stati proprio noi a distruggerlo secoli fa?" Loro guardano l'oggetto, per poi saltare all'indietro, sorpresi. Ricordando con me quell'episodio. Era passato circa un secolo dalla nascita di Cristo. Quando questa arma fini nelle mani di un pazzo, ma pazzo davvero. Una volta impugnata l'arma, ebbe un minimo potere demoniaco, che gli fece credere di essere il messia. Era un misero umano, facile da sconfiggere. Se non fosse che aveva creato, a nostra insaputa stranamente, una sua chiesa. Con molti seguaci. Inizio a catturare angeli e demoni, uccidendoli. Credendo fosse questo il suo scopo superiore. Riuscimmo a fermarlo solo qualche anno dopo. Ma trovandoci entrambi regni in perdita di molti sudditi. Ancora ad oggi come fosse riuscito a nascondersi e a esercitare tanto potere, è un mistero. Riuscimmo a trovarlo per puro caso, grazie alla sua superbia. Se fosse stato leggermente più umile, non l'avremmo mai trovato. Furono le nostre armi a distruggere questo oggetto profano. Lo stesso che ora riposa sulla mia scrivania. Lilith:" A questo potevo risponderti io. Non c'era bisogno di pinco panco, e panco pinco." Baal, essendo un demone d'ira. Subito si innervosisce. Colorando i suoi occhi di rossi e ringhiandogli contro. Baal:" Stai zitta cosa. Altrimenti ti faccio stare zitta io." Lei, che fino ad ora li ha completamente ignorati. Ora sorridente si alza, e si gira verso di lui. Lilith:" Fatti sotto lupo." Lo chiama con l'animale che lo rappresenta. Cosa che fa infuriare Baal, perché è come se lo mettesse allo stesso livello dei sui sudditi. I due sono pronti a darsi battaglia. A distruggere il mio fantastico ufficio. E sarebbe davvero divertente vederli in azione. Ma mi basta la mia camera già a pezzi. Non vorrei dover restrutturare tutto il castello. Lucifero:" Calmatevi entrambi. Avrete la vostra occasione fuori di qui. Ora, seduti." Baal si calma all'istante, seguendo gli ordini. Al contrario della donna, che orgogliosa come è, inizia a camminare curiosa nella stanza. Sotto lo sgaurdo sorpreso dei due. Non è mai successo di vedere qualcuno che non rispetta i miei ordini. Vorrei alzarmi, e costringerla a eseguire gli ordini. Magari legandola alla sedia, o al letto. Ma pultroppo, la mia superbia e perversione, vengono messi da parte da quel maledetto oggetto. Lucifero:" Cosa sai di questo oggetto?" Il mio tono autoritario, la fa voltare, e girare verso l'oggetto che anche lei sembra disprezzare. In modo personale. Si appoggia al muro, mantenendo le distante da tutto e tutti. Lilith:" Quando ebbi la prima trasformazione. Non padroneggiavo bene ancora le mie capacità. Tanto che fu facile per alcuni umani, rapirmi e chiudermi in un laboratorio." Finalmente si avvicina, mettendosi comoda sulla poltrona. Mentre io sono fermo sulla parola laboratorio. Sta davvero parlando di esperimenti su angeli e demoni. Lilith:" Non ero la sola. C'erano diversi angeli e demoni. Che , come me, venivano torturati per semplici esperimenti sui nostri punti deboli." Samuel:" Chi vi torturava?" Lei si volta in malo modo, nervosa per essere stata interrotta. Ma alla fine si dimostra begnanima, tornando a guardare verso di me. Lilith:" I principali erano umani. Dico erano, perché sono riusciti ad utilizzare sangue demone e angelico per diventare più forti." Ora capisco perche quegli umani, che la hanno attaccata, puzzavano di demone anche essendo umani. Lilith:" Ma non sono soli. Il loro gruppo è formato anche da angeli caduti, o demoni pentiti. Esiliati e persone contrarie al patto tra cielo e inferno. La loro organizzazione si fa chiamare Gli Atei..." Un nome abbastanza strano direi.. Un umano ateo, è un uomo che non crede in Dio. Mentre loro non solo credono e sanno per certo dell'esistenza di Dio. Ma fanno parte anche del suo creato. Lucifero:" Che senso ha darsi quel nome?" Le chiedo, osservando il suo viso un po' provato. Ma sicuro e orgoglioso. Lilith:" Semplicemente, nella loro testa vuota, loro si definiscono non credenti verso i due regni. In parole povere, non credono nella divisione tra Paradiso e Inferno, e nei loro sovrani. Io credo siano solamente fanatici del cazzo." Poi lo sguardo cade di nuovo su quell'oggetto, e vedo la sua pelle irrigidirsi per la vicinanza a esso. Lilith:" Il problema, è che sono fanatici del cazzo ben attrezzati. E ben addestrati contro entrambe le creature. E..." La interrompo bruscamente. Tutta questa storia mi sta innervosendo più del dovuto. Lucifero:" Torniamo al discorso iniziale. Come fa a essere ancora qui, questo maledetto oggetto?" Posso capire l'organizzazione, e quei maledetti atei. Ma io ho visto questa maledetta lama, diventare polvere. Lilith:" So solo, per voci nelle celle, che quando l'avete distrutto, avete distrutto solo la lama. Il suo vero potere risiedeva nel manico, che è stato abbandonato alla terra e perso nel tempo." Si rialza, avvicinandosi alla vetrata alle mie spalle. Osservando il panorama infernale a lei offerto. Lilith:" Quando lo trovarono. Il capi della "setta", decisero di spaccarlo in più pezzi. Utilizzati per creare venti armi per gli umani della organizzazione." Baal:" Stai dicendo che ci sono altri venti pezzi così?" Lei annuisce, senza girarsi verso di lui. Lilith:" Non tutti sono pugnali. Ci sono spade, archi, insomma hanno fatto una copia per ogni arma usata da noi. Con la diferezza che hanno usato come materiale, la pietra che chiuse il sepolcro di Cristo." Si accarezza le braccia. Mostrando incosciamente una lato di se fragile e angelico. Lontano dalla donna di poche ore fa. Sembra quasi tenera e indifesa. Ci potrei anche cascare. Se non mi avesse distrutto la stanza. Samuel:" Tu come fai a sapere tutte queste cose?" La guarda con astio e diffidenza. Lei deve sentire il suo sguardo sulla schiena. Perché si gira di colpo, mostrando il suo occhio rosso più accesso. Tornando alla sua postura demoniaca. Lilith:" Perché lo provato sulla mia pelle. Essendo l'unico ibrido esistente, mi hanno usato come cavia per le loro armi. Per essere sicuri che funzionassero sia su angeli che demoni." Questo spiega davvero ogni cosa. Tranne una. Lucifero:" Come hai fatto a scappare?" Lei si volta verso di me, degrignando i denti per l'interrogatorio. Fondendo i suoi occhi diversi, nei miei infuocati. Lilith:" CAZZI MIEI." Parla tra i denti. Senza abbassare lo sgaurdo. Facendomi incazzare. Mi alzo, sbattendo con forza i palmi sulla scrivania. Facendo sobalzare i miei amici. Mentre lei rimane immobile, immune alla mia furia. Lucifero:" Vedi di abbassare i toni con me. Sono il re degli inferi, il diavolo in persona. Nessuno osa mancarmi di rispetto." Lei non abbandona la sua posa, avvicinandosi a me. Lilith:" Non sono un tuo suddito. Non me ne fotte un cazzo del tuo titolo. E non sono una insulsa creatura che sta ai tuoi capricci. E con questo ti dico ciao." Mantengo la mia posa furente fino all'ultima frase. Ciao? Che cazzo dice? Lo capisco poco dopo. Quando, spalancando le sue possenti ali, spicca il volo verso la vetrata, distruggendola in mille pezzi Il tutto troppo velocemente. Tanto che, quando metto a fuoco le sue intenzioni, lei è già volata via. Lucifero:" Fermatela." Urlo verso i due consiglieri, che spiccano il volo verso l'esterno, alla sua caccia. Sono un idiota cazzo. Mi ha preso per il culo per bene. Pensavo stesse godendo del panorama. Quando in realtà stava cercando un modo per scappare. Maledetta la sua intelligenza. Maledetti i pensieri su quella creatura, che mi fanno diventare deficente. Mi ha fottuto, facendomi concentrare sull'arma. Mentre lei preparava il suo piano. Non metto in dubbio il suo racconto. Non so come, ma so che era tutto vero. Ma non posso non essere furioso, per averla persa da sotto il naso, di nuovo. Non può scapparmi così. Loro la troveranno. Ne sono sicuro. Non ha scampo nel mio regno. Afferro l'arma, chiudendola di nuovo nella stoffa. Non ho nessuna intenzione di toccarla a mani nude. E con attenzione, la chiudo nella cassaforte nascosta a muro. Dovrò risolvere questo problema degli atei in fretta. Per esperienza, so che non sono da sottovalutare. Anche se si parla di insulsi umani, che hanno osato toccare sangue di demone. Mi chiedo se dietro a tutto, ci sia ancora quel pazzo. Ma ne dubito, era umano e sono pensati centinaia di anni. Ripenso a quel periodo, e la rabbia mi fa surriscaldare la pelle. Quell'arma, ha ucciso l'unica persona cara a me. Facendomi diventare, di nuovo, il bastardo che sono oggi. Solo i miei consiglieri sanno di quel periodo. Quel periodo in cui ho lasciato entrare qualcuno nel mio petto vuoto. Per poi perderlo, vederlo morire in una pozza di sangue. Per mano di quel maledetto oggetto. Molte ore dopo, mentre tranquillo mi godo la cena. Osservo i due consiglieri fare il loro ingresso. A testa bassa e a mani vuote. Baal:" È scomparsa." Li fissò intensamente. Mentre la forchetta d'argento nella mia mano, si fonde per il mio calore. Mi alzo, facendo tremare e allontanare tutti per la mia calma. La calma prima della tempesta. In pochi attimi, nella mia mano appare la mia catena. Che circonda i loro corpi, immobilizzandoli. Lucifero:" COME AVETE FATTO A PERDERLA?" Stringo di più la catena, che inizia ad ustionarli. Lucifero:" È SCAPPATA NEL MIO REGNO. NON PUO ESSERE SCOMPARSA NEL NULLA. INCOMPETENTI." Do un'altro colpo alla catena, facendoli urlare per la stretta e il bruciore. I miei occhi pienamente rossi, allimentanti dalle loro urla. Finché non mi ricordo che sono miei amici. Li libero dalla catena, lanciandomi però con essa contro le colonne di marmo. Che si spaccano per l'impatto. Quella maledetta donna mi farà distruggere la mia stessa dimora. Spalancò le mie ali nere, e mi volto verso il finestrale aperto. Lucifero:" Incompetenti e inutile bestie." Spicco il volo, come avrei dovuto fare ore fa. Cercandola personalmente. La cerco, volando su tutto il regno. Senza percepire il suo odore, o la sua essenza. Sembra davvero svanita nel nulla. È impossibile che sia scappata dal mio regno. I M P O S S I B I L E . Eppure di lei, ne meno l'ombra. Maledetta... O_oO_oO_oO_oO_oO_oO_o Molte ore prima. Pov Michele Sto volteggiando nel cielo della mia città. Mentre i pensieri non mi danno pace. Chissà se sta bene. Chissà quando potrò rivederla. Pultroppo non solo lei tocca i miei pensieri. Dei due angeli scomparsi, non ce ne traccia. Molti hanno paura. Chiedono aiuto o spiegazione, che pultroppo non abbiamo. Per questo mi trovo in cielo. Mi sentivo soffocato in quell'ufficio. Pieno dei miei dubbi e paure. Quasi sfioro le nuvole, cercando serenità. Finché qualcosa sfiora il mio udito. "Now I've heard there was a secret chord. That David played, and it pleased the Lord. But you don't really care for music, do you?" Parole dure, eppure dolci come un canto angelico. Una dolce sinfonia che sfiora le anime. "There's a blaze of light In every word. It doesn't matter which you heard. The holy or the broken Hallelujah." Mi guardo intorno. Cercandone la fonte. Ma intorno a me, sembro l'unico a sentire tale sinfonia. "Hallelujah, Hallelujah Hallelujah, Hallelujah" Finalmente ne riconosco la provenienza. La voce è di Lilith. Tanto chiara che credo di stare impazzendo. Perché lei non c'è, non può esserci. Non può entrare dai cancelli del paradiso. Lilith:"Your faith was strong but you needed proof. You saw her bathing on the roof. Her beauty and the moonlight overthrew you." Lascio la ragione e logica, a chi ne ha bisogno. Lasciandomi guidare dal suo canto. Lasciando che gli atri mi guardano, come se fossi un pazzo. Che corre verso la luce. La sua voce, più forte fuori dai cancelli, è più chiara. Lilith:"She tied you to a kitchen chair. She broke your throne, and she cut your hair. And from your lips she drew the Hallelujah." Finalmente la vedo. Al centro di un lago, a tenerla su, le sue ali che sbattono. Mentre canta le ultime note. Lilith:" Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah..." Sorride, correndo verso di me. Agisco di istinto, spalancando le braccia verso di lei. Pronta ad abbracciarla. Non so perché lo faccio. Ma quando il suo corpo si stringe al mio, sono felice di averlo fatto. Il suo calore si unisce al mio. Dandomi la serenità che mi mancava da giorni. Da quando se ne andata. Lilith:" Abbiamo poco tempo. Non potrò nascondermi a lungo in questa forma." I suoi capelli mi sfiorano il naso. E solo ora mi accorgo che ha nascosto il suo profumo e la sua natura. Sicuramente avrà trovato all'inferno, il siero che usa di solito. Michele;" Torniamo a casa." Senza lasciare la presa su di lei. Spicco il volo verso l'alto. Lei apre le sue ali, circondando il suo corpo. Riparandosi dalla luce immensa dell'arrivo in paradiso. È facile entrare e uscire dall'inferno per la sua natura. Non deve compiere nessun tipo di rito. Per il paradiso è diverso. Non deve aver nessun tipo di peccato adosso. La prima volta che l'ho portata in paradiso, ho dovuto farla passare nella purificazione. Perché svenuta, e impossibilitata a coprirsi dalla luce dei cancelli. Ma questa volta invece, ha le sue enormi ali a farle da scudo. E me, a proteggerla e a prometterle di non abbandonarla più. Supero i cancelli, senza fermarmi ancora. La gente mi guarda curiosa e sorpresa, ma io non mi fermo ancora. Cerco di scappare a qualsiasi sguardo. Dopo l'ultima volta, non voglio più metterla in una posizione di disagio. Lei continua a stringersi a me. Anche se non vedo il suo dolce viso. Sento i suoi sospiri sul mio collo, calmi e rilassati. Che condizionano anche il mio umore. Arriviamo davanti a una piccola casetta, lontana dal centro abitato. Oltre i campi i luce. È disabilitata da tanto. Da quando il proprietario non c'è più. Da quando Lucifero è caduto. Questa era casa sua. Divantata il mio posto speciale. Dove trovo sempre la giusta solitudine e pace. Atterrò lentamente, tenendo una mano sulla sua schiena. Una volta posata a terra, ritira le sue ali, guardandosi intorno. Sorride, osservando ogni dettaglio del giardino ben curato. E della casa, dall'aspetto accogliente. Lilith:" Questo posto è davvero bello. E soprattutto isolato." Dice l'ultima frase sorridendo. Ma non posso non vedere un pizzico di malinconica, nei suoi occhi. Gli stessi occhi che all'inizio vedevo come diversi. Mentre oggi sento parte di lei. Michele:" Andiamo. Ti preparo una tazza di tisana." Poso di nuovo la mano sulla sua schiena, leggermente nuda per la sua forma angelica. Michele:" Dopo andrò a prenderti dei vestiti. Per ora, raccontami cosa è successo." Sospira, sedendosi al piccolo tavolo in soggiorno. Con lo sguardo nel vuoto, sembra stia organizzando i suoi ricordi. La raggiungo dopo pochi minuti. Con la tisana che le avevo promesso. Sedendomi davanti a lei. Non riesco a smetterla di guardarla. Imprigiona il mio sguardo, suo suoi movimenti e respiri. Sorpseggia la bevanda, guatandosela piano. E noto i suoi occhi cambiare subito. L'occhio rosso diventare più chiaro e quello bianco più luminoso. Mi chiedo che questo cambiamento lo avete anche dentro di sé. Cosa succede nelle sua anima. E come vive questa eterna anima spezzata a metà. Nella sua pwanenza qua, non le ho mai fatto domande di questo genere. Sentendomi troppo invadente. Ma ora che ho conosciuto la mancanza di lei. Voglio conoscerla meglio. Scoprire tutto di lei. Ma non subito, ora ha bisogno di calma e riposo. Michele:" Quando vorrai parlare. Io sono qui." Mi sorride, ringraziandomi con gli occhi. Facendomi sentire strano, confuso di questo nuovo calore. Lilith:" Ero in giro, per le strade della città, in cerca di una sistemazione momentanea. Quando senza accorgermene, mi sono ritrovata un tovagliolo davanti alla bocca. Non so come non li abbia percepiti. Comunque ho provato a fare resistenza, ma sentivo il veleno intorpidire i miei muscoli e i miei poteri. Fino a diventare un sacco di patate nelle loro mani. In quattro mi hanno trasportato in un campo, dove volevano uccidermi." Mi racconta dell'arrivo di lucifero. Del dolore per la ferita, facendomi sobbalzare quando mi parla dell'arma che hanno usata. Ma non la interompo, lasciandola sfogare. Ricorda delle voci. Ago e filo nella ferita, dolore crescere sempre di più. La sensazione che il veleno la logorasse minuto dopo minuto. Senza farmi vedere, stringo o pugni con forza. Per la mia impotenza in tutto ciò, per non essere stato con lei. Certo, le ho donato il bacio di Dio per salvarla. Gesto raro quanto potente. Eppure mi sembra ancora troppo poco. Mi racconta del suo risveglio. Dell'inganno di Lucifero, del litigio ore dopo. E infine della discussione con Lucifero, e i suoi consiglieri, nell'ufficio. Lilith:" Mentre parlavo, ho studiato la strada verso i cancelli. Notando poco lontano dal cancello, un piccolo mercato. Semplicemente ho sperato avessero il siero per nascondere la mia presenza." Sospira, mettendo via la tazza ormai vuota. Lo ascoltata per ore, senza mai essere stanco della sua voce. Lilith:" Sono scappata da lì. Mi sono nascosta subito tra la gente, cercando di nascondere il mio lato angelico più che potevo. Cosa che mi riesce solo per dieci o quindici minuti. Ho rubato una bottiglietta di siero, per poi scappare verso i cancelli dell'inferno. Dove mi sono teletrasportata fino al lago. Il resto lo sai." Mi sorride, finendo il suo racconto. Mi passo le mani nei capelli. Sono davvero tante, forse troppe informazioni. Questa storia degli atei, non mi piace per nulla. E inizio a pensare che siano loro i responsabili delle sparizioni. Lilith:" Mi dispiace darti tanta pena." Posa la sua mano, sulla mia già sul tavolo. Prima di perderla, sarei stato spaventato da questo contatto. Invece ora, tranquillizza ogni mia paura. Mi fa sentire così bene. Michele:" Non è per te Lilith. Durante la tua assenza sono scomparsi due angeli. E, inizio a credere, che siano stati questi Atei a prenderli." Lei stringe la mia mano. Sento la sua rabbia e la sua triste. Passare anche nei suoi occhi lucidi. Abbassa lo sguardo, angosciato per questa scoperta. Sento il suo dolore sulla mia pelle, nelle nostre mani che si toccano. Sento il bisogno di darle serenità. Muovo lentamente la mano. Trasformando la sua stretta, in una carezza sul mio palmo. Entrambi osserviamo le nostre dita intrecciarsi. La sua mano bianca e piccola, si unisce alla mia, perfetta. Come se fosse la cosa più giusta. Michele:" Risolveremo ogni cosa. Non ti abbandono più Lilith. Non ora che ho conosciuto il tocco della tua mano sulla mia." Lei sorride, incrociando i suoi occhi nei miei. Non so dare un nome ha ciò che sento. Non so dire se è sbagliato o giusto. So solo che averla vicino a me, mi fa sentire bene. E non voglio perderla di nuovo. (*_*)(*_*)(*_*)(*_*)(*_*)(*_*) Dopo aver passato altre ore, semplicemente a parlare. Le ho recuperato alcuni vestiti, per poi dargli la buonanotte. Promettendole di darle il buon giorno l'indomani. Non ho incontrato i miei fratelli mentre tornavo a casa. Ma è scontato che sappiano della sua presenza qui. Anche perché l'effetto del siero, è svanito una volta entrata nel paradiso. Non sono venuti a trovarla. Non sono venuti a trovarla. Per darle un po' di riposo, e perché troppo presi dalla situazione. Ho deciso di riposarmi qualche ora, perché tutte queste nuove emozioni mi hanno sconvolto, anche se in senso positivo. Comunque ho deciso di parlare con Gabriel appena mi sveglierò, per raccontarle ciò che mi ha detto Lilith. Sdraiato sul mio umile letto, attendo che il sonno mi colpisco. E dalle mie palpebre stanche, direi che manca davvero poco. Sto per addormentarmi. Quando una forza mi spinge a mettermi a sedere. Gli occhi si spalancando, facendomi vedere solo luce. Ovunque intorno a me. Provo a chiudere gli occhi, ma mi è impossibile. La luce non è fastidiosa, anzi è quasi piacevole. E senza sapere come, non sono più nel mio letto. Ma in piedi al centro di questa luce. Dio:" Figlio mio. Mi dispiace aver interpretato il tuo meritato riposo. Ma hai bisogno di sapere." La voce non ha forma. Non vedo nulla oltre alla luce immensa. Che son per certo essere mio padre, Dio. Michele;" Al suo servizio, signore Dio mio." Mi metto in ginocchio. Abbassa do il capo in regno di rispetto. Dio:" So che mia figlia è qui con voi. E ciò mi rende il cuore pieno di gioia. Ma so anche, che la sua forma non le permetterà di stare per sempre qui." So che parla di Lilith. E vorrei fargli migliaia di domande. Dal perché della creazione di lei, fino ai sentimenti che provo. Ma invece rimango in silenzio, sicuro del suo creato e delle sue decisioni. Dio:" Ma, una guerra è alle porte. E tutti voi, miei figli, nessuno escluso. Avete bisogno di lei." Sono sicuro stia parlando anche di lucifero. E la cosa mi preoccupa. Mio fratello con ha buone intenzioni con lei. E sapere che le vuole fare del male, riempie il mio cuore di angoscia. Dio:" Non temere le azioni di tuo fratello. Non le farà del male, non è nel suo destino. E solo grazie alla vostra unione, potrete vincere l'oscuro nemico." Le parole di mio padre, mi entrano nel cuore, riscaldandolo di solievo. Tanto che mi pento di aver messo in dubbio le sue parole. Dio:" Mia figlia, rimarrà con voi per 15 giorni. Grazie a questa collana, terra sotto controllo la sua oscurità. Ma ciò comporterà che alla scadenza, dovrà cadere all'inferno. E lì passare lo stesso tempo. Questo è il prezzo del potere della collana." Nelle mie mani, appare una collana. Un filo d'argento, con un angelo e un demone schiena a schiena. Michele:" Padre. Cosa devo..." Ma le parole sono dette al vento. Perché in pochi secondi mi ritrovo nella mia camera. Seduto sul letto. Con quella collana tra le mani. Cado con la schiena sul letto, prendendo un lungo respiro. Non ci è dato sapere il nostro destino e futuro. Ed è grande l'aiuto che ci ha appena dato nostro padre. Osservo la collana, davvero indeciso sul da farsi. Se gliela darò, potrà vivere tranquillamente tra noi, senza quel peso che si porta dietro. Ma poi dovrei vederla andare via, vederla cadere verso l'inferno. Dicendole addio per 15 giorni. Cosa devo fare? Cosa è giusto fare? Sospiro posando la collana suo piccolo comodino. Credo che non sia io a dover decidere. Spero solo che tutto quello che accadrà. Non sia troppo grande per me. E non mi costringa a perderla di nuovo.
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