Entro in casa e trovo Tommaso sul divano. Sta dormendo.
Afferro il suo cellulare - che è ancora acceso - per metterlo in carica. Do una sbirciatina a ciò che stava guardando e mi ritrovo davanti la pagina dedicata ai messaggi di un sito per incontri. Scriveva ad una ragazza e lei ha appena inviato lui un messaggio in cui gli augura una buonanotte. Essendo la chat ancora aperta, il messaggio risulta visualizzato da Tommy, che invece dorme. "Dovrei rispondere?"
Questa ragazza potrebbe pensare che il mio amico non abbia interesse nel messaggiare con lei se non riceverà una risposta. Senza pensarci troppo, rispondo.
"Buonanotte anche a te"
Metto il cellulare in carica nella sua camera e vado in bagno. Mi guardo allo specchio e vedo un riflesso differente da quello che ho sempre guardato. Oltre all'aria stanca, i miei occhi sembrano più grandi e brillano, le mie labbra sono curvate in un sorriso e mi sento sereno, felice. "È Chanel a farmi questo effetto?" Si.
Il modo in cui lei mi guarda, ogni suo tocco, ogni sorriso mi rendono un ragazzo davvero fortunato. Nessuno merita quegli sguardi, nemmeno io. Questa sera mi ha desiderato come io la desidero, voleva baciarmi nello stesso modo in cui io voglio baciarla. Il pensiero delle sue labbra sulle mie non rimane un'immagine astratta. Ci siamo baciati, ho avuto l'occasione di farlo, lei lo voleva... ed è ciò che è successo.
Tolgo i vestiti e mi faccio una doccia calda e rilassante. Mi chiedo come sarebbe questo momento se Chanel fosse qui, nuda, accanto a me. La bacerei in modo passionale mentre la mia mano scenderebbe fino alle sue intimità e...
I miei pensieri si interrompono quando realizzo che ho avuto la possibilità di vederla senza vestiti, e di fare altro con lei, ma non mi sembrava il momento adatto. Mi sfiora l'idea che forse non lo era neanche per lei. È una ragazza molto istintiva e non ha pensato molto a ciò che quel gesto avrebbe comportato nel nostro rapporto prima di tentare di andare oltre.
"Andare oltre", quanto avrei voluto farlo!
Indosso il pigiama, vado in camera mia e mi butto sul letto, stanco.
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Quando apro gli occhi, disturbato dal rumore fastidioso della suoneria impostata come sveglia del mio cellulare, sono esausto e assonnato. Questi appuntamenti notturni, per quanto fantastici possano essere, mi portano via molte ore notturne utili per fornirmi la giusta quantità di energia per lavorare.
Vado in cucina dove si trova Tommaso, stranamente già sveglio, che sta messaggiando comodamente seduto sul divano.
- Mi faccio un caffè, lo vuoi anche tu? - gli chiedo ancora assonnato.
- No, grazie. L'ho già preso. - risponde con lo sguardo incollato al cellulare. - Hai mandato tu la buonanotte alla ragazza alla quale scrivevo ieri sera? Non ricordo di averlo fatto.
Non ho fatto niente di sbagliato, anzi, l'ho aiutato. Non dovrebbe arrabbiarsi con me. - Si, il suo messaggio risultava visualizzato e se non avessi risposto lei avrebbe potuto pensare che a te non andasse di scriverle.
- Già, ero crollato. Comunque grazie. - Mi rivolge un sorriso.
Questa versione allegra e spensierata di Tommaso dovrebbe venire alla luce più spesso, anche se non mi ha rivolto lo sguardo nemmeno per mezzo secondo.
"A chi sta scrivendo? Ha cambiato la foto del suo profilo?" Ieri notte non ci ho fatto caso.
"Perché oggi non parla molto come al suo solito?" Questa ragazza dev'essere molto speciale per lui da farlo essere così distratto.
- Non vuoi parlarmi di lei? - gli chiedo mentre accendo la macchina del caffè.
- Ho cambiato la mia immagine del profilo, come tu mi hai consigliato di fare, e ho deciso di mettermi alla prova contattando questa ragazza. Prima che le scrivessi io, mi ha scritto prima lei. Si chiama Roberta... - mi spiega.
"Roberta"... questo nome risveglia in me dei ricordi che devono rimanere sepolti nelle profondità della mia mente.
- E il cognome? - Sorseggio il caffè caldo addolcito dallo zucchero di canna.
- Russo. - risponde. - Roberta Russo.
Il caffè mi si blocca in gola e quasi soffoco. La mia ex si chiama Roberta Russo. Quante probabilità ci sono che a messaggiare con Tommaso sia proprio lei?
"Bel casino." afferma la mia vocina interiore.
Faccio un respiro profondo, molto probabilmente non si tratta della stessa persona. - Posso vedere una sua foto?
Con la mano, fa il gesto di raggiungerlo. - Vieni qui.
Mi accomodo accanto a lui e mi passa il telefono. Prima di guardare la foto, chiudo gli occhi mentre spero di non vedere il volto della mia ex sul suo cellulare. Li apro.
"Cazzo!" I suoi capelli biondi, le sue labbra carnose, il suo petto enorme che sembra voler esplodere all'interno del reggiseno. È lei.
- Per fortuna non ti conosce, altrimenti non mi avrebbe mai calcolato. - ridacchia.
"Invece mi conosce. E anche molto bene."
Mi tornano in mente i nostri momenti intimi... "la ragazza ci sapeva davvero fare!" Il sesso tra noi andava meravigliosamente.
Decido di non dire nulla al mio coinquilino e mi limito a sorridergli. Sembra un ragazzo felice e, da quando ne ho memoria, non lo è mai stato così tanto, non posso rovinare tutto.
- Vado a farmi una doccia, non fare tardi a lavoro! - lo raccomando.
Mi guarda con un sorriso a trentadue denti. - Ti aspetto qui e usciamo di casa insieme, va bene?
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Giada non si è presentata a lavoro e mi chiedo il motivo per cui non mi ha avvisato.
Prendo il cellulare e decido di inviare un messaggio a Chanel. Avrei dovuto scriverle prima? Sono le 19:45 e da quando mi sono svegliato sono stato molto impegnato. Ieri abbiamo passato una notte fantastica e spero che lo sia anche quella che ci aspetta più tardi. Cosa potrei scriverle? "Ciao" sembra troppo formale e poco confidenziale, "Ehilà" mi fa sembrare un idiota. Credo che un semplice "Hey" vada bene.
Dimitri:
"Hey"
Il suo ultimo accesso è stato alle 19:20.
- Giada ci ha lasciati soli oggi, eh? - Tommy lava un lucido piatto bianco. - Non manca mai a lavoro, deve sentirsi proprio male..
- Giada sta male? - Aggrotto le sopracciglia. - Mi chiedo perché non mi ha inviato un messaggio... come ha sempre fatto.
- Credevo che ti avesse avvertito. Ha contattato me! Ed è una cosa che non fa mai.
"Cosa?" Giada che scrive a Tommaso è un evento raro come un eclissi solare totale.
- Ah... - mi limito a rispondere.
"Perché lei tenta di evitarmi? Sarà per quell'assurda richiesta di fare sesso?" Non ho dato troppo peso alla cosa, ma sono molto curioso di sapere il motivo di quella richiesta.
Continuo a lavorare senza dare troppe attenzioni al cellulare e quando mi tocca pulire il bagno noto la notifica di un messaggio:
Chanel:
"Hey"
"Finalmente!"
Ho ricevuto la sua risposta dopo un'ora esatta da quando le ho scritto. Sarà stata impegnata, ma conoscendola credo che abbia voluto farsi anche desiderare.
Dimitri:
"Dormito bene?"
È l'unica cosa che mi viene in mente di chiederle. Spero che le nostre uscite non siano un peso per lei. Credo proprio di no.
Sorrido al ricordo di ieri notte.
Chanel:
"Insomma! Dover dormire durante il giorno e uscire di notte mi fa sentire un vampiro."
Dimitri:
"Ti capisco, è da quando lavoro al Salotto 42 che la mia vita segue questo ritmo."
Chanel:
"A proposito di uscite notturne... Mi dispiace per ieri sera.."
Si riferisce al suo tentativo di fare sesso nella sua auto rosa dove tutti avrebbero potuto vederci. Ridacchio al pensiero.
Dimitri:
"Dispiace anche a me.."
Chanel:
"Stasera le mie amiche escono con i loro ragazzi, un appuntamento a quattro. Ti va di venire?"
"Cosa?" Mi presenterebbe come il suo ragazzo? Ludovica, la ragazza dai capelli rossi che ci prova con me, ha un fidanzato?! Non mi piace l'idea di avere compagnia questa sera, dovremmo essere solo io e lei. Noi ci completiamo. Siamo come la Terra e la luna, ma conoscendo meglio le sue amiche, e i loro ragazzi, entrerei ancora di più a fare. parte della sua vita e la conoscerei più a fondo. Chanel non puo' essere la mia luna perché quest'ultima, essendo in rotazione sincrona, mostra alla Terra sempre la stessa faccia e io voglio conoscere ogni lato di lei, dal peggiore al migliore, e sceglierli entrambi.
Dimitri:
"Finisco di lavorare molto tardi. Alla solita ora."
Chanel:
"Lo so, ma potremmo raggiungerli quando stacchi. Se non sei troppo stanco."
Dimitri:
"Per me va bene. Dopo vieni qui?"
Chanel:
"Certo!"
Dimitri:
"Ho dei bagni da pulire, ahahah. A dopo."
Chanel:
"A dopo, Signor Lava-Gabinetti."
Avrà pensato a ciò che le ho detto ieri sera? Non so se le regole le sembrano una buona idea, ma non credo sia il caso di scoprirlo ora attraverso i messaggi. Parlerò con lei di ciò questa sera.
La giornata trascorre monotona. Avrei dovuto pulire i bagni con la mia collega malata, invece ho dovuto pulirli da solo, disgustato dalle pessime condizioni in cui l'ho trovato. Il momento peggiore è pulire dopo l'orario di chiusura. Non voglio pensarci.
Mentre riferisco ad un cliente dove si trovano i bagni del locale, vedo un anziano signore camminare nella mia direzione. Ha un viso familiare. Gli occhi grigi e piccoli sono chiusi in una fessura e mi scrutano da lontano con sguardo sprezzante, i capelli bianchi sono lucidi e la bocca socchiusa.
- Grazie. - Il cliente mi sorride e rispondo a mia volta con un sorriso.
Mi fermo a riflettere. "Dove ho visto quell'uomo? Perché il ricordo che ho di lui non mi dice nulla di buono?"
Si sta avvicinando. E' davanti a me che mi fissa.
"Cazzo."
- Ciao. - mi saluta. Il suo sguardo appesantisce l'atmosfera raffinata del Salotto 42.
Fingo un sorriso. - Salve.
Si guarda intorno come se cercasse qualcosa. O qualcuno. - La ragazza che c'era la scorsa volta che sono stato qui è stata licenziata?
Ecco dove l'ho già visto, lui è l'anziano molestatore e cerca Giada.
Il mio sguardo cambia e sento la rabbia bollire nelle vene. - Fortunatamente oggi non c'è.
- Peccato. - risponde secco.
Cerco di mantenere la calma. - È qui per ordinare o solo per fare pensieri perversi sulle ragazze appena maggiorenni?
Si lecca la parte inferiore del labbro. - Credevo fosse più giovane.
"Che depravato!" Mi mordo la lingua per non pronunciare offensive frasi spontanee.
- Voi mi disgustate. - mi limito a dire scuotendo il capo.
- Dovresti calmarti. - ridacchia. - Sei sempre così nervoso?
"Calmarmi?!"
Non so chi lui sia e nemmeno cosa voglia, ma quest'uomo meriterebbe una denuncia.
Inspiro e trattengo il fiato. - Non mi sembra il momento di scherzare. Sto lavorando.
Alza un sopracciglio e si dimostra colpito dalla mia pazienza. Si aspettava che io alzassi la voce con lui, come è già successo la scorsa volta, quando non sono riuscito a trattenermi, ma devo imparare a restare calmo. - Se non dovete ordinare nulla, potete anche andare via da questo locale.
Resta a guardarmi con aria di superiorità. - Ci vedremo domani.
"Spero per voi di no."
Rispondergli sarebbe inutile, quindi resto in silenzio e decido di chiamare Giada.
Mentre tiro fuori il cellulare dalla tasca dei pantaloni, incrocio Tommy che si sta dirigendo verso il bancone. - Vado a fare una telefonata. riferisco.
- D'accordo. - risponde aggrottando la fronte con aria di perplessità. Non ho tempo di spiegare. - Fai in fretta. - aggiunge.
Corro verso l'uscita del locale, cerco il numero di Giada in rubrica e clicco l'icona della cornetta. Sento il suono degli squilli susseguirsi mentre respiro lentamente cercando di far passare la rabbia e permettendo alla calma di tornare.
Risponde la segreteria telefonica. Forse non è il momento adatto per avvisarla del ritorno dell'anziano pervertito, le parlerò quando si sentirà meglio. Ammesso che stia davvero male e che il suo malessere non sia una scusa per non vedermi.
Vedo l'anziano pervertito guidare un'auto bianca, una Mercedes-Benz classe A berlina.
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Io e Chanel siamo fuori il Salotto 42 appena chiuso, a qualche metro da noi si trovano le sue amiche con i loro fidanzati. Accanto a Chiara, con una sigaretta tra le dita c'è un ragazzo alto, anche se più basso di me, dai corti capelli scuri come la sua carnagione. Ha la corporatura più tozza della mia e i suoi muscoli sguizzano sotto quella che sembra una T-Shirt bianca coperta da un giubbotto di pelle nero e dal largo pantalone grigio, pieno di strappi che lascia scoperta la caviglia sopra le scarpe bianche. La mia attenzione, però, è catturata dall'altro ragazzo, il fidanzato di Ludovica, la ragazza dai capelli rossi, colei che ci prova sempre con me. Lui è alto quanto me, con una mascella cesellata come la mia e i lineamenti del viso simili ai miei. Avvicinandomi noto di sfuggita che anche gli occhi sono della mia stessa tonalità di verde. Indossa una T-Shirt lunga fino al muscolo vasto laterale, sotto i glutei. I pantaloni lunghi e neri sono aderenti come quelli che preferisco indossare io. Sono il tipo di ragazzo che piace a Ludovica, non a caso il suo ragazzo mi assomiglia molto. Mi è capitato svariate volte di andare a letto con ragazze già impegnate, ma il caso della ragazza dai capelli rossi mi irrita.
"Perché cercare di attrarmi quando il suo ragazzo è quasi identico a me? Cos'ho in più?" Me lo domando spesso.
"Perché alcune ragazze vengono a letto con me pur essendo impegnate? I loro fidanzati non le soddisfano sessualmente?" Non ho il tempo di ipotizzare una risposta che il primo ragazzo si mette la sigaretta sull'orecchio e mi pone la mano.
- Andrea. - si presenta il ragazzo di Chiara con tono di voce serio e sguardo fisso.
Gli stringo la mano. - Dimitri.
Ludovica mi sorride e sbatte le lunghe ciglia come fa di solito. Guarda il suo ragazzo che mi assomiglia. - Marco, lui è Dim.
"Dim?" Nessuno mi chiama così e lei non è così in confidenza da permettersi di attribuirmi un diminutivo.
Chanel ha la fronte corrugata in un'espressione confusa, ma è divertita dal mio sguardo.
- Marco - Anche lui mi pone la mano. Mi scruta con aria curiosa e minacciosa.
"Si sarà accorto del modo in cui mi guarda la sua ragazza dai capelli rossi?"
- Ciao. - rispondo stringendogli la mano.
- Da quanto lavori qui, Dim? - mi chiede Andrea, il ragazzo di Chiara, riportando la sigaretta tra le labbra.
- Circa un anno. Nessuno mi chiama Dim, quindi Dimitri è okay - Faccio in modo che Ludovica mi senta e ridacchiando faccio capire ad Andrea che non mi ha infastidito.
Annuisce sorridendo mentre Marco continua a guardarmi con aria infastidita, quasi minatoria.