Brasile – Stato di São Paulo Città di Campinas, Lunedì 17 maggio 2010. “Studio dello scrittore Learco Learchi”
Learco continuava a vivere a Campinas, dove l’aria dell’altopiano è più leggera e respirabile. Nonostante la città superi abbondantemente il milione di abitanti la vita ha un ritmo più “umano” e meno stressante. Lì, a Campinas, c’era oltre il suo studio di scrittore anche l’atelier dove dipingeva.
La Sede della Fondazione della quale Learco si occupava in qualità di Curatore, insieme ad altri, distava qualche centinaio di metri ed in pochi minuti di strada, a piedi, la si poteva raggiungere. In quel mese si stavano completando i lavori di ristrutturazione per l’ampliamento del fabbricato, che avrebbe accolto oltre agli uffici anche una foresteria composta da due suites per gli ospiti, un museo, una sala per mostre d’arte, una sala convegni ed un locale, non ben definito, nel quale si stavano erigendo anche due file di sei colonne che si fronteggiavano, ma la destinazione di quel locale era coperta dal segreto più impenetrabile. In tutto erano circa 400 i metri quadrati coperti della sede ampliata. Di quell’opera, Learco seguiva ogni fase di edificazione curando, in maniera quasi maniacale, le rifiniture. Aveva iniziato, tanto per svagarsi, a scrivere il nuovo romanzo. Di quello precedente riportava parte del titolo, ma non doveva esserne il seguito: semmai, solo alcuni personaggi avrebbero preso parte ad una serie di eventi, incontrandosi in terra brasiliana. Questa volta i rapporti erano reali, non più virtuali per mezzo del computer. Learco voleva che, attraverso la sua narrazione, si potesse avere una visione più veritiera di quella terra e del suo popolo che spesso era stato, troppo frettolosamente, mal giudicato ed etichettato a causa del pressappochismo degli stranieri. Quanto alle donne brasiliane -sulle spalle delle quali, da sempre, grava il peso della famiglia- un mucchio di erotiche fantasie sono state il prodotto di quanto riferito dai soliti, a modo loro, ben-informati, sempre pronti a morder la mela, ingannando, per poi fuggire e raccontare anche cose inventate. Learco aveva imparato a conoscere e ad amare il Brasile: se una parte di esso era statico, l’altra stava cambiando in meglio, facendo passi da gigante verso un futuro moderno. Per attuare il suo progetto in maniera concreta, doveva fare una ricerca storica e di costume i cui elementi gli sarebbero serviti per meglio raccontare il Brasile dei brasiliani, quello “vero”, visto e vissuto con occhio e spirito brasileiro.