Era tutto così dannatamente insolente che quasi mi venne un conato di vomito. Parcheggiai la mia miserrima utilitaria accanto alle altre macchine – ovviamente – di lusso: una Porsche nera metallizzata, un’argentata SLK cabrio, un Gran Cherokee blu scuro e una Lamborghini giallo canarino. Mi stava venendo su per la gola una ristata isterica che decisi di trattenere. Considerato lo show automobilistico che si parava davanti ai miei occhi, dedussi che le altre erano tutte arrivate: le sorelle Servanti Longhi, Rachele e Ginevra, due oche giulive la cui unica preoccupazione era quella di non rovinare la french manicure o il trucco sofisticato; Serafina De Fray, probabilmente la più stronza del gruppetto di puttane rinsecchite; la baronessa Flaminia Diomeda della Torre, una pazza squinternat

