Capitolo 16

2208 Words

16 Parole in libertà L’ispettore Meucci si era seduto a tavola sorridendo. Continuava a stropicciarsi le mani come se avesse freddo. Mentre sfogliavo svogliatamente il menù, lo osservavo curioso mordicchiandomi nervosamente il labbro. Il mio stato d’animo vagava inquieto tra un’angoscia e una voglia di fuga. «Nervoso?» aveva sibilato lui alzando lo sguardo sopra le lenti degli occhiali. Per un attimo ero rimasto in silenzio come a meditare sul valore di quelle parole. «Non ti sembra eccessivo?» aveva aggiunto subito dopo. «Chissà…» mi era venuto di rispondere. «Forse. È che non riesco a togliermelo dalla testa. Lo so, ti sembrerà assurdo. Ma è come un tarlo che rosica, rosica. Ti è mai capitata una cosa del genere?» avevo replicato. «No. Non mi sembra di ricordare inquietudini ana

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