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STORY BY Miss Black

Brace che cova (Scintilla 2) BDSM

Brace che cova (Scintilla 2) BDSM

18 Reads

Dopo essere stata arrestata dalla polizia politica per crimini contro il Distretto, Scintilla Litlt non ha avuto scelta se non affidarsi a Knismesis Riparian Sabrage, il sadico capo del Settore Sviluppo. Nella Londra magica in cui tutto viene controllato dal Rettorio, Scintilla pensava che obbedire a Sabrage sarebbe stato un inferno... ma non è stato proprio così. Per prima cosa Sabrage in segreto combatte da anni l’ortodossia e poi... e poi Scintilla ha scoperto che farsi frustare, umiliare e usare come un oggetto le piace molto, se a farlo è lui. Adesso, però, il piano di Sabrage è arrivato a una nuova fase. Scintilla dovrà andare proprio tra gli uomini della polizia politica per destabilizzare il Rettorio... e dovrà lottare con i suoi vecchi demini per riuscirci. Dopo “SENZA CUORE” e “SCINTILLA” una nuova avventura nell’Altra Londra. - "«Insomma, sei incorreggibile». «M-mi dispiace, Padrone. Mi perdoni, la prego» risposi io, in completa cattiva fede. Mi sentii di nuovo sollevare in aria e, pochi istanti dopo, atterrai bruscamente sul suo letto. «Forza, allarga quelle cosce» disse lui, in tono seccato. Per mezzo secondo pensai che mi avrebbe schiaffeggiata e montata, ma sapevo che erano solo vane speranze. Mi voltai a pancia in su e aprii le gambe. «Dunque vediamo. Se ti sculaccio ti piacerà. Se ti frusto ti piacerà. Se ti elettrifico ti piacerà. Se ti ustiono... ma, be’, non voglio una schiava tutta ustionata. In sostanza, ti piacerà comunque, no?». Annuii, seria. Era assolutamente vero. Per quanto male mi facesse, il piacere superava il dolore quasi sempre. Sabrage sorrise e si sedette accanto a me. «Bene. Allora dovrò darti piacere, per non darti piacere. Anzi, lo farai tu»." CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

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Via dall'inferno

Via dall'inferno

67 Reads

Norman Flint non è un bravo ragazzo. È un narcotrafficante. Dopo aver fregato un grosso carico di cocaina a un concorrente, per festeggiare chiama una prostituta. Quella notte stessa un commando armato cerca di ucciderlo e lui si salva per un pelo. Non solo. Quella notte la prostituta, Kate, gli fa provare il piacere della sopraffazione. Disgustato di se stesso, Norman cerca di dimenticare l"episodio, ma quando diversi dopo la rincontra, non può fare a meno di liberare Kate dal suo protettore e di portarla con sé. Inizia così un viaggio nella violenza e nel dolore, ma anche nel piacere. Perché in quell"uomo che non ha paura di farle male Kate vede una via di salvezza. "Gli tornò vicino e gli scostò le coperte. Gli abbassò i pantaloni e gli prese in bocca il cazzo ancora floscio. Flint non disse niente. Se lo lasciò fare e basta. Una parte di sé osservava la scena dall’esterno, come sempre, e gli chiedeva che accidenti avesse nel cervello. Kate lo succhiò finché non fu duro, poi gli infilò un preservativo. Si sedette sopra di lui con le gambe aperte. Flint osservò il proprio cazzo affondare in quella fica rapata, le cui piccole labbra sporgevano leggermente, scure e lucide. Sollevò una mano e le strinse un seno. Lo strinse forte e Kate emise un vago gemito. Flint le strinse i capezzoli tra pollice e indice, finché lei non singhiozzò. «Perché, cazzo?» ansimò. «Perché te lo sto chiedendo» ringhiò lei, avvicinando la faccia. La sua bocca era distorta in una smorfia di sofferenza sgradevole a vedersi. «Fottimi. Sfondami. Spaccami»." CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO missblack1.wix.com/missblack

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l’amante immortale

l’amante immortale

688 Reads

La vecchia casa di famiglia in Scozia non è stata un granché nei pensieri di Hazel, negli ultimi anni. È un cottage pericolante, semi-inghiottito dalle erbacce, disperso nel nulla. L’edificio più vicino è un castello in rovina di epoca medioevale, ovviamente disabitato... o almeno così sembra. Quando Hazel, dopo la morte della madre, si decide a tornare alla vecchia casa per ripulirla e metterla in vendita, non si aspetta di trovare un vicino. Edan è brusco, burbero, scozzese fino al midollo, e ha un cane a cui piace un po’ troppo leccare la faccia alle persone. Ma è anche in grado di accendere un camino a legna e usare un tagliaerba, quindi ha i suoi aspetti positivi. Ah, ed è bello, a modo suo. Affascinante e scompigliato, anche se scostante. In realtà, conoscendolo meglio, vengono fuori sempre nuovi lati positivi... e un lato negativo davvero ingombrante, visto che Edan non è esattamente un essere umano. Ma come lui stesso dice a Hazel in tono seccato: «Dannazione, è il 2017, che cosa c’è di così sconvolgente in un vampiro?». -- CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO -- "Si voltò dal mio lato. La luce della candela giocava sui suoi lineamenti irregolari, eppure affascinanti. Sì, principalmente lo trovavo bello. Sexy. Virile. Con quei capelli scuri in disordine e gli occhi brillanti, la pelle compatta e chiara, il naso affilato e un po’ storto e la bocca... una bocca spaventosa, davvero, ma anche attraente. Socchiuse gli occhi e inspirò. «Mi piace il tuo odore». «Sì, l’hai già detto. Non so nemmeno di quale odori parli». «La tua pelle... l’odore del bagnoschiuma... quello della tua eccitazione». Rimasi in silenzio. Aveva dovuto dirlo lui perché me ne rendessi conto, ma aveva ragione: avevo il sesso umido, irrorato di sangue, in parte dischiuso. Non ne sentivo l’odore, ma sapevo che se mi avesse sfilato i pantaloni del pigiama si sarebbe diffuso nell’aria. Lui allungò una mano e mi slacciò il secondo bottone del pigiama, rivelando il solco tra i miei seni. I capezzoli mi si erano induriti e quasi mi facevano male. «Edan...» «Ho già detto che non ti mordo» rispose lui, un po’ seccato. «No, lo so. È un po’... complicato, quello che sento per te». Mi slacciò un altro bottone. «Mh-mh». Sospirai. Quell’avvicinamento lentissimo mi piaceva. E mi piaceva lui, i suoi occhi scintillanti, le sue mani dalle vene in rilievo... Chiusi gli occhi nello stesso momento in cui lui infilava una mano nella blusa e mi soppesava gentilmente una tetta. I suoi polpastrelli erano lisci come seta."

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L'alchimia del piacere, 3. Magnum Opus

L'alchimia del piacere, 3. Magnum Opus

104 Reads

Qualcosa è andato orribilmente male. La profezia non si è avverata, la natura della Soglia non è cambiata e i quattro protagonisti della trasformazione alchemica sono stati risputati sulla Terra come semplici esseri umani, soggetti agli insulti del tempo e delle malattie. Sono passati sei mesi da quel giorno e Amintha non può sopportare che Nathaniel invecchi e muoia davanti ai suoi occhi. Vivian si macera nel senso di colpa per essere stata l’involontaria causa di tutto quel dolore e nessuno sa dove sia Rahel. Nel contempo, in un parco della città, un senzatetto muto viene avvicinato e aiutato da una volontaria, Casey. Il senzatetto si è guadagnato il nomignolo di “Quello Bello” tra gli operatori della charity, ma chi è? Da dove viene? E che cosa l’ha reso indifferente a tutto? Le loro strade dovranno di nuovo incrociarsi... nell’alchimia del piacere. -- CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO -- "Lucien ignorò entrambi. Slacciò altri bottoni della camicia di lei, fino quasi ad aprirla tutta, e le tirò fuori il seno dalla coppa del reggipetto. Casey si sentì arrossire disperatamente e sprofondò la faccia nel suo dolcevita. «Lucien...» disse, di nuovo. Lui le pizzicò il capezzolo. «Se per qualche ragione questo mio stato di eccitazione dovesse dispiacerti, ti prego di ricordare che è questa la condizione che ci vuole per la poesia, e della poesia solo m'importa. La poesia è ciò per cui vivo» replicò, con il suo forte accento francese. «John Keats, addirittura» giunse il contrappunto beffardo della voce di Amintha, dal sedile anteriore. «Se inizia a citare de Sade è il caso che ti preoccupi, tesoro». Lucien sbuffò. «La virtù non conduce ad altro che all'inazione più stupida e più monotona, il vizio a tutto ciò che l'uomo può sperare di più delizioso sulla terra» disse. «Ecco de Sade». Amintha rise. «E siamo ancora tutti vivi, eh?». «Oh, smettila» fece Nathan, dandole una spintarella scherzosa. Nessuno sembrava far caso al fatto che Lucien stava palpando il seno nudo di Casey. «Non ascoltarla, vecchio mio. Sai che cosa ha fatto, subito prima di... insomma, del nostro incidente? Ha comprato un quadro che avevate nella vostra vecchia casa alle porte di Parigi. Non è romantico?». «Lui era ancora morto» specificò Amintha. «È più facile provare nostalgia per chi è morto»."

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Sotto protezione

Sotto protezione

348 Reads

Negli uffici dell’FBI di New York dicono che Tristan Taylor abbia il dono di riuscire a tenere in vita i testimoni. L’ultima che affidano a lui e alla sua collega è Simone Sinclair, ex-modella internazionale e ex-moglie di un commerciante d’armi senza scrupoli. Il matrimonio di Simone è durato cinque anni ed è stato un inferno, e per concludere degnamente suo marito sta cercando di ucciderla prima che lei gli testimoni contro. Tristan si renderà presto conto che quella donna bella e triste non è facile da proteggere... e non è semplice neppure proteggersi da lei. -- CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO -- Lo svegliò qualcuno che si infilava tra le coperte con lui. Tristan, semi-addormentato, per prima cosa pensò che Mills avesse sbagliato letto. Poco dopo, tuttavia, si rese conto che era Simone, la intravedeva alla luce tremolante del televisore, nell’altra stanza. «Per favore» sussurrò lei, così piano che Tristan quasi non la sentì. Deglutì, passandole un braccio attorno alle spalle. Non sapeva che cosa pensare. In realtà il sonno lo ottundeva ancora in parte. Supponeva che Simone avesse avuto paura e fosse venuta a farsi confortare da una delle uniche due persone disponibili. Si ripeté questa storia mentalmente un paio di volte, mentre il suo cuore accelerava e il suo cazzo diventava duro come marmo. Così ora aveva anche il problema che lei non se ne accorgesse, oltre all’inevitabile mal di palle che avrebbe avuto il giorno dopo e all’impossibilità di addormentarsi. Simone cacciò la testa sotto alla sua e Tristan le accarezzò i capelli, cercando di farlo in modo rassicurante. La mano gli tremava per il desiderio. Come faceva quella tizia a non rendersi conto che, insomma, non poteva fargli una cosa del genere? Simone evidentemente non si preoccupò della cosa. Tristan sentì le sue dita che gli slacciavano delicatamente la blusa del pigiama e si chiese se non stesse sognando. Nella vita vera le donne come Simone non si infilavano nel letto degli uomini come lui. Che non era brutto, anzi, poteva persino essere considerato attraente, ma Simone giocava in un altro campionato. In qualsiasi campionato giocasse, pochi minuti dopo lei aveva finito di slacciargli la blusa del pigiama e stava aprendo la propria. Tristan ormai respirava affannosamente. E non osava guardare verso la porta ancora aperta. Quando sentì i seni morbidi di lei sul petto, in ogni caso, qualsiasi altro pensiero svanì dalla sua mente. Aveva il cazzo così duro che avrebbe potuto usarlo come attaccapanni. Fece scorrere le mani sulla schiena di lei e quando arrivò all’altezza della vita si disse di fermarsi. Come volevasi dimostrare, un istante dopo le stringeva le natiche al di sopra del pigiama, folle di desiderio. Sentì le sue labbra morbide sulle proprie. Simone si strofinò leggermente a lui e... le sue mani sui pantaloni, che glieli abbassavano.

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Meglio i bastardi

Meglio i bastardi

161 Reads

Mitra Schon ha un piccolo problema: le piacciono i bastardi. Quando si scontra con il bastardissimo manager di una società di investimenti tra loro la temperatura sale all'istante. Blackwater scese e si accese una sigaretta. Ero un po’ stupita che un precisino come lui fumasse, ma non glielo dissi. Avrebbe potuto confermare la sua convinzione di essere, in fondo, un originale. Invece, scesi a mia volta e mi appoggiai alla fiancata della macchina accanto a lui. Avevo dimenticato quanto fosse freddo, fuori, ma me ne ricordai subito. Incrociai le braccia, cercando di non disperdere il calore corporeo. «Direi che è finora che pensa perché cavolo le ho chiesto se aveva un preservativo» lo provocai. Lui mi lanciò un’occhiata laterale completamente inespressiva. «No, è finora che penso a come dev’essere metterglielo in bocca». Scoppiai a ridere. Lui continuò a fumare, mentre io cercavo di smettere di singhiozzare. «Cavoli, non ho nemmeno più bisogno di un preservativo per provare la mia teoria» gli dissi. «No, eh?» fece lui. Diede un ultimo tiro e buttò la sigaretta per terra, dimostrandosi ben poco ecologista. «Ho l’impressione di avere appena perso su tutta la linea. Finirà che dovrò offrirle davvero quel posto di lavoro». «Vada a comprare quei preservativi e le farò vedere che cosa significa vincere con classe» ribattei io. SI CONSIGLIA A UN PUBBLICO ADULTO missblack1.wix.com/missblack

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Strumenti di piacere

Strumenti di piacere

285 Reads

Quando Athena conosce un McLeod, un virtuoso del violino, non sa che diventerà il suo strumento di piacere. "McLeod la afferrò per la nuca con mano ferma ma gentile. La condusse verso un’altra porta, quasi invisibile sulla parete e la spinse su per una stretta rampa di scale. «Sfilati quel vestito» le disse. Athena, senza smettere di salire, se lo fece scivolare su per la schiena, fin sopra la testa, poi lo lasciò cadere. La sua pelle, sudata per il gran caldo della sala, riluceva all’illuminazione incerta delle lampade. «Togliti tutto» disse ancora McLeod. Sembrava tranquillo, la mano asciutta appoggiata sulla sua nuca, il passo calmo. Athena si fermò per sfilarsi gli slip, Li lasciò cadere sul pavimento. «Sciogliti i capelli». Athena si sciolse i capelli, che le ricaddero, pesanti, sulla schiena sudata. La mano di McLeod scivolò dalla sua nuca alla sua schiena, e la sospinse dolcemente verso l’ennesima porta. Le si posò su una natica, e lì rimase." CONTIENE SCENE ESPLICITE - SI CONSIGLIA A UN PUBBLICO ADULTO missblack1.wix.com/missblack

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Le terre ardenti

Le terre ardenti

6 Reads

Una Grande Onda ha sommerso l’umanità, uccidendo nove decimi della popolazione mondiale e lasciandosi dietro poche comunità isolate che fanno quel che possono per sopravvivere in un ambiente ostile. Lara sta cercando rottami riutilizzabili nel grande “cimitero delle macchine” a pochi chilometri dal suo insediamento, quando scorge un pericolo imminente. Sulla Tavola Ardente infuria una tempesta di sabbia, ma lei deve tornare indietro comunque, per avvisare la sua gente. È Skylar che la salva dalla morte, avvistandola dalla cima dell’altoforno in cui vive. Nel loro insediamento lo chiamano l’Eremita perché esce raramente e passa il tempo a progettare nuovi sistemi per coltivare la loro terra arida e proteggere la loro baraccopoli dai razziatori. Come molti dei sopravvissuti all’Onda, anche lui è ferito nel corpo e nell’anima, ma non si è ancora arreso. Forse è questo ad attirare Lara sempre di più, nonostante abbia già un compagno. È l’inizio di un’avventura pericolosa che porterà Lara e Skylar a superare i confini del loro mondo, verso una difficile rinascita... -- CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO -- "Sentirono i passi del razziatore che si allontanavano. Nel loro angusto nascondiglio, Skylar le accarezzò la testa. Le strofinò la guancia su una guancia e Lara sentì che era bagnata. Solo dopo un attimo si rese conto che le lacrime erano le proprie. «Shh... shh...» sussurrò lui. «Aspettiamo che tornino indietro, prima di uscire». Lara annuì. La sua presa sul torace di lui si allentò un po’. I suoi muscoli si rilassarono leggermente. Erano stretti l’uno all’altra, le gambe intrecciate, le guance a contatto. Lara dubitava di essere mai stata così appiccicata a un altro essere umano. Neanche quando faceva l’amore aderiva in quel modo al corpo dell’altro. Be’, di Arvid, per lo più. Non era una che accendesse un granché le fantasie maschili, quindi negli ultimi tempi Arvid era stato l’unico volontario. «Non ti preoccupare. Al ritorno saranno ancora meno attenti» mormorò Skylar, nel suo orecchio. «Sì» sospirò lei. Nient’altro. Fino a pochi minuti prima la paura la paralizzava, ma ora iniziava a percepire di nuovo il mondo. Il corpo di lui stretto al proprio, il suo odore, il suo respiro... forse avrebbe dovuto allontanarsi un po’, ma non voleva farlo. La sua pancia dura era così gradevole, sulla propria. La sensazione dei piccoli seni che premevano sul suo petto... Ma che cacchio vai a pensare? Fino a tre secondi fa stavi per fartela addosso e ora vorresti strusciarti tutta? Skylar continuava ad accarezzarle un fianco, tranquillizzante, e Lara chiuse gli occhi e si abbandonò alla sensazione. Le sue dita sopra la stoffa della casacca... poi sotto, sulla pelle morbida della vita... carezze leggere, impalpabili... Dio, si rendeva conto che la stava attizzando a morte? Le sue dita continuavano a toccarla... accarezzarla... lisciarla... senza mai allontanarsi dal suo fianco, senza salire verso i seni o scendere... Dio, come avrebbe voluto che scendessero..."

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Fiori rossi per belle

Fiori rossi per belle

41 Reads

Colt è uno psicopatico, un assassino sanguinario e un commerciante di morte, al punto da essere stato definito il “male assoluto” dall’ultimo agente federale che ha provato a catturarlo, senza successo. Adesso tocca a Belle White cercare di incastrarlo e sa che si tratta della missione più pericolosa della sua vita. Pericolosa perché Colt potrebbe scoprirla e ucciderla... oppure pericolosa per il motivo esattamente opposto. Inoltre, una volta entrata nel mondo spietato e seducente del killer, Belle riuscirà a uscirne? Si troverò invischiata in una relazione disturbante e pericolosa, ad alto tasso di adrenalina e seduzione. Perché anche il male assoluto ha una sua terribile attrattiva, come Belle scoprirà presto. "«Mi fai paura. Cioè... non sono mica scema, mi fai una paura fottuta». «Ti ho detto che non ti ammazzo». «Non è per quello». «Vieni qua» concluse Colt. Belle si sdraiò su di lui e lui la circondò con le braccia. Belle era convinta che sentisse il suo cuore battere all’impazzata sotto al maglione e il suo respiro troppo veloce. Colt le accarezzò la schiena prima sopra poi sotto al maglione. «Shh…» le sussurrò. «Ti verrà un infarto». Belle emise una risatina nervosa. Lui sorrise. «Dunque… c’erano una volta una lepre e una tartaruga…» mormorò, facendo camminare le dita sulla sua schiena. «…La lepre prendeva sempre in giro la tartaruga…». Le slacciò il reggiseno. «…Perché era leeenta…». Si voltò e aspettò finchè lei non fu sdraiata su un fianco vicino a lui. «Un bel giorno la tartaruga si stancò…». Le sfilò il maglione. «E disse: forse sarò lenta, ma scommetto che se facciamo una gara io arriverò prima di te…». Le slacciò i pantaloni e le sfilò anche quelli. «La lepre rispose: non è possibile, come pensi di fare?». La accarezzò sul collo, poi la baciò nello stesso punto. «Ma la tartaruga le chiese se non aveva per caso paura di perdere, e la lepre accettò la sfida…» Colt sorrise e le mostrò le mani. «Una lepre e una tartaruga. Non sono sicuro di ricordare proprio tutto» annunciò, appoggiandole entrambe sulle sue spalle." CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

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Un matrimonio non voluto

Un matrimonio non voluto

268 Reads

Metà dell’Ottocento, Salisbury. Secondo sua madre Faye ha un’unica qualità: la bellezza. Ma la bellezza è proprio quel che le serve perché la sua intraprendente genitrice riesca a prendere all’amo il vedovo più ambito della città, quel Lord Ashton che tutti pensavano non si sarebbe mai più risposato. A Faye Lord Ashton non interessa... ha occhi solo per Marc, un coetaneo bello e romantico, che a sua volta non è indifferente a quella sua “unica qualità”. Ma la famiglia di Marc è in bancarotta e un matrimonio tra loro è impossibile, così Faye dovrà fare buon viso a cattiva sorte e sposare un uomo per cui non prova niente. Le cose, tuttavia, non andranno come previsto e Faye dovrà capire che nessuno ha un’unica qualità e che non sempre quello che si vuole è quello di cui si ha bisogno. -- CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO -- La portò nella sua camera. La depose gentilmente sul letto. Il vestito strappato e aperto rivelò di nuovo i suoi seni lattei. Faye, gli occhi chiusi, se li coprì con una mano. «Posso aiutarti? A svestirti? Chiamo la tua cameriera?». Lei scosse la testa. «Non mi hai mai voluta?» chiese, senza guardarlo. «Mh?». «Dico, non mi hai mai voluta? Mi hai sempre disprezzata e basta?». Lui le sganciò la gonna. Poi la prima delle numerose sottane ricamate. La crinolina si era appiattita su un lato, rivelando le gambe di lei. Le lunghe mutande di seta, aderenti alle sue cosce, le calze intonate al vestito... la forma tornita dei suoi polpacci, le caviglie sottili... «Certo che ti ho voluta. Un tempo. A che cosa ti serve saperlo ora?». Le slacciò le stringhe degli stivaletti. Glieli sfilò. I piedini di lei, così piccoli e arcuati... «Ho sempre pensato... che prima o poi mi avresti presa. Anche solo per vendetta. Anche solo per punirmi. Mi sono conservata per quel momento, ma suppongo che il disgusto, per te, fosse troppo forte». Lui rise sottovoce. Iniziò a sganciarle la crinolina. «Non esagerare. O meglio, non essere così melodrammatica. Non ho mai provato disgusto, ma non sono certamente il tipo che prende sua moglie con la forza». Le sfilò la gabbia della crinolina e appoggiò a un lato del letto senza neppure provare a ripiegarla. «E che cosa avresti conservato?» aggiunse, iniziando a sfilarle il corpetto stracciato del vestito. Le abbassò dolcemente il braccio con cui si riparava i seni. Faye lo fissò, respirando veloce, le pupille larghe nelle sue iridi. Hugh ebbe la tentazione di stringerla a sé. Percepiva la sua vulnerabilità e sapeva che Faye non si sarebbe opposta. L’avrebbe lasciato fare e l’avrebbe considerato giusto. Era lui a non considerarlo giusto, tuttavia, e sapeva di avere ragione in merito. «Una cosa inutile. La verginità» rispose lei.

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